Fino alla fine del mondo

E un giorno realizziamo che finché non avremo trovato noi stessi… non potremo incontrare chi ci ha sempre cercati… ovunque sia…

Come mai ogni volta che abbiamo sentito di essere pronti a fare l’incontro fatidico, quello con la nostra anima gemella, il tempo e le coincidenze sembravano non essere mai dalla nostra parte?

Quante volte ci siamo domandati, scoraggiati, quando sarebbe arrivato il momento giusto anche per noi?

Perché abbiamo continuato a imbatterci in persone che credevamo essere la nostra metà della mela ma poi, inevitabilmente, abbiamo assistito allo sgretolarsi del nostro sogno e realizzato di aver sbagliato rotta?

Per quale motivo ciò che gli altri riescono a trovare con facilità per noi sembra essere l’inseguimento di una chimera che non riusciamo mai ad afferrare?

Esistono dei percorsi, a volte anche molto contorti, che ognuno di noi deve intraprendere per raggiungere alla consapevolezza, non una consapevolezza assoluta, quella è impossibile da ottenere considerando quando la realtà esterna e interna a noi stessi sia mutevole e in perpetuo flusso di trasformazione, bensì quella che ci regala la sensazione rasserenante di sapere come siamo, qual è il modo di approcciare una relazione sentimentale più adatto a noi, in quali situazioni ci sentiamo a nostro agio e quali invece ci fanno avvertire quel sottile disagio che con il tempo diviene qualcosa con cui non riusciamo assolutamente a convivere.

Purtroppo per raggiungere questo tipo di consapevolezza abbiamo solo due strade: scegliere cosa pensiamo di volere, a prescindere da chi ce lo darà, e adattarci nel tempo all’altro generando un’identità di coppia che spesso prescinde e supera il singolo, che a quel punto non ricorda più, o forse non ha avuto sufficiente tempo per capire, chi fosse al di fuori della relazione; oppure la seconda strada, e anche se vogliamo la più difficile, quella di guardare con obiettività chi dovremmo diventare, e a cosa di noi dovremmo rinunciare per tenere stretto a noi un rapporto e prendere decisioni che ci portano a continuare a chiudere porte che non sentiamo essere quelle dietro le quali si nasconde il nostro nido, il porto sicuro, quell’unico luogo in cui vogliamo davvero stare.

Dunque tutti quegli incontri che ci sembrano sbagliati in realtà altro non sono che una lenta navigazione verso la nostra interiorità, verso una difficile comprensione di chi siamo davvero, di come ci sentiamo insieme all’altro, un percorso complicato perché guardarsi a fondo non è facile, spesso è doloroso, spesso ci costringe a scavare dentro il motivo per cui è tanto difficile adattarci, adeguarci a ciò che ad altri sembra naturale, quasi fino a sentirci dei pesci fuor d’acqua, quasi a considerarci troppo complicati per trovare qualcuno che ci comprenda fino in fondo e che condivida la nostra visione delle cose. Ma poi riflettiamo ancora e non possiamo negare che non sia possibile che non esista quella metà della mela che ha fatto il nostro stesso percorso, che ha meditato sulle stesse profonde sfaccettature del proprio essere, che si è fatto le nostre stesse identiche domande alle quali spesso non ha trovato risposta e, scoraggiato, ha pensato di gettare la spugna quasi rinunciando.

Eppure le cose intorno a noi continuano ad accadere, le persone si continuano a incontrare, trovare, innamorare, sentiamo spesso racconti di storie bellissime che hanno dell’incredibile ma esistono, sono vere, reali, piovute dal cielo nel momento più inaspettato per entrambe le parti… così la nostra fiducia si ricostruisce mattoncino dopo mattoncino, il nostro sorriso si apre alla speranza e ogni strada, ogni spostamento, ogni viaggio, accende una luce che abbiamo capito non dovrà mai spegnersi.

Perché così è la vita. E proprio quando avremo riacceso quella luce di fiducia, proprio mentre sovrappensiero andremo in giro sorridendo al mondo, potremo incrociare quello sguardo che aspettavamo da tanto, che si soffermerà su di noi e ci dirà, senza la minima ombra di dubbio, di averci cercati da sempre, di aver scalato montagne e oltrepassato fiumi, di aver attraversato deserti e città in cerca di noi.

E finalmente il viaggio alla fine del mondo sarà terminato e potremo dare inizio a quello dell’inizio della realtà che aspettavamo e sognavamo, sempre e da sempre.

Marta Lock

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