In un posto nel mondo

Può succedere che dove molti hanno trovato una scusa… qualcuno riesca invece a trovare il modo… e così vince…

Quante volte ci siamo sentiti dire da qualcuno che non si sentiva pronto?

In quante occasioni ci è stata rivolta un’obiezione a qualcosa che non eravamo interessati a puntualizzare, né avevamo chiesto?

Perché dunque, se davvero le scuse sono più forti e importanti delle motivazioni, dare inizio a qualcosa che si sa già di non poter portare avanti?

E ancora, come mai davanti alla nostra naturale diffidenza l’altro, l’esitante, indietreggia trovando pretesti per non cercare di sciogliere i nostri dubbi, generandone di fatto di nuovi?

In quella giungla contemporanea costituita dal mondo delle relazioni e dei sentimenti, spesso ci troviamo impantanati dentro una fitta rete di incertezze e indecisioni che, nostro malgrado ci hanno indotti a dubitare persino di noi stessi, del nostro atteggiamento, del nostro modo di affrontare una conoscenza. In quei casi abbiamo dovuto compiere un grande sforzo introspettivo per comprendere le nostre lacune, le mancanze che avevano dato vita a dubbi e successivi distacchi dalla persona che stavamo conoscendo in quel momento.

Ma, nonostante la dura autoanalisi di ciò che si era verificato, ci eravamo resi conto che non eravamo stati noi a creare ostacoli, bensì sentivamo barriere dall’altra parte, forse perché, pur non volendolo accettare, i caratteri non erano poi così tanto compatibili, o forse perché non c’era sufficiente volontà da parte di uno dei due di andare oltre la barriera difensiva dietro cui a volte l’interiorità si nasconde. Certo è che siamo usciti da determinate situazioni da un lato più forti e consapevoli di noi stessi, dall’altro però fragili e insicuri, soprattutto nella capacità di comprendere presto chi abbiamo davanti, prima che il sentimento prenda il sopravvento, prima che le emozioni ci facciano perdere la lucidità, prima che nuovi meccanismi difensivi facciano scattare di nuovo l’esigenza di trovare pretesti per non dire che costruire è troppo difficile, che relazionarsi è bello quanto impegnativo, che le scuse sono solo scuse e spesso non nascondono nient’altro.

Accompagnati dunque da una nuova sicurezza in noi stessi, ma con la guardia alzata per non cadere di nuovo negli stessi errori compiuti in passato, ci rituffiamo nel mare delle conoscenze con la speranza di scorgere quella che attirerà la nostra attenzione, quella che ci permetterà di volgere lo sguardo e incrociare una luce simile alla nostra. Tuttavia quell’incontro tarda ad arrivare, forse perché siamo più circospetti, forse perché l’esperienza ci ha fatti diventare più selettivi, forse perché i battiti del cuore sembrano essere rallentati da un realismo che prima non ci apparteneva, da freni e sbarramenti che in precedenza non avevano fatto da filtro, lasciandoci ad affrontare le conseguenze dell’impulsiva irrazionalità.

Perciò ci rassegniamo ad andare avanti nel nostro cammino, gettandoci a capofitto nel lavoro o in ciò che riempie il vuoto emotivo, una passione, uno sport, un hobby, qualcosa che serva a non pensare a una solitudine che non abbiamo scelto, che sentiamo come imposta ma che in realtà non è altro che il prezzo da pagare per non esserci adeguati a ciò che non ci faceva stare completamente bene, pur di non restare soli. Ed è proprio in quel tempo riempito di cose da fare, che potrebbe capitarci di inciampare, assolutamente per caso, in un posto inaspettato nel mondo, in qualcuno che trova il modo per farsi guardare, per attirare la nostra attenzione, per sussurrarci in maniera discreta la sua presenza.

Davanti alle nostre resistenze, davanti alle nostre obiezioni, davanti alle nostre scuse, le quali abbiamo appreso dal passato che possono diventare un importante filtro, la nuova persona troverà sempre il modo di aggirare gli ostacoli, di rassicurarci pur senza che noi glielo chiediamo, per conquistare la nostra fiducia attimo dopo attimo, sgretolando i dubbi del passato e rassicurando un presente che piano piano diventa comune.

E vincerà.

 

Marta Lock

 

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