Fidati di me

La diffidenza è un gomitolo che aumenta di volume… ogni volta che le circostanze o le persone… disattendono la nostra fiducia…

Vivere nella realtà contemporanea è difficile anzi, a volte abbiamo l’impressione di trovarci in una giungla dove ognuno è talmente concentrato su se stesso da dimenticarsi di guardare e prendere in considerazione tutto ciò che gli ruota intorno. Nel corso della nostra esistenza abbiamo appreso, spesso a nostre spese, che appoggiarci completamente ad altri ci ha fatti trovare senza quel supporto che eravamo certi di trovare nel momento in cui ne avremmo avuto bisogno. In principio episodi come questo ci hanno lasciati senza fiato, delusi, con un grande senso di solitudine ma, soprattutto, sofferenti per aver riposto la nostra fiducia in chi, senza colpo ferire, ha scelto di tradirla.

C’è da prendere in considerazione, ovviamente dipende dal caso, la possibilità che la mancanza di sostegno non si sia verificata per cattiva intenzione della persona a cui abbiamo richiesto aiuto bensì semplicemente perché dovendo scegliere tra noi e sé ha optato per se stessa, mettendosi al primo posto e defilandosi nel momento in cui siamo diventati troppo impegnativi. In altri casi invece le aspettative sono state disattese in un modo più crudele, facendo vacillare quella sicurezza in noi e nell’altro su cui avevamo investito tante energie, giorno dopo giorno, mattone dopo mattone; ecco negli episodi di tradimento intesi nel senso più letterale del termine, le ferite che vengono provocate in chi subisce restano vive e doloranti molto a lungo. E anche quando in superficie sembrano superate rimane comunque impressa nella memoria quella sensazione di insicurezza, di crollo dell’autostima che, inevitabilmente, una cosa del genere provoca in qualunque individuo.

Dunque, ricapitolando, nel corso degli anni abbiamo dato credito, ci siamo confidati, ci siamo appoggiati e abbiamo amato persone che, per un motivo o per un altro, hanno contribuito a far precipitare verso il basso la fiducia nei confronti degli altri, inducendoci a guardare con sospetto chiunque ci si avvicini, chiunque e in qualsiasi settore della nostra vita sociale. Il problema è che ciò che è successo a noi, è accaduto anche alla moltitudine di persone che ogni giorno, per vari motivi, incontriamo, conosciamo, incrociamo nel nostro cammino dando vita a uno strano mondo in cui tutti si guardano in cagnesco e con sospetto, senza più essere capaci di un gesto sincero.

È davvero questa la soluzione?

È giusto non dare fiducia a prescindere da chi ci troviamo davanti solo perché la diffidenza che viene dal passato ha costruito un gomitolo di cui non riusciamo più a vedere il capo?

Perché diventa tanto più difficile credere nelle persone quanto più diventiamo adulti?

Come possiamo giudicare qualcuno, senza quasi conoscerlo, solo perché il modo in cui sta agendo ci ricorda un particolare episodio precedente in cui ci siamo sentiti feriti?

Abbattere i muri di diffidenza non è semplice e, a dirla tutta, non dovrebbe neanche esserlo perché è proprio grazie a essi che ci diamo un po’ più di tempo per osservare l’altro e, in base al suo comportamento, decidere se concedergli di togliere uno a uno tutti i veli dietro cui abbiamo nascosto la parte più fragile oppure cambiare subito direzione. Ma non possiamo lasciarci sopraffare dalla chiusura totale verso la possibilità che qualcuno possa anche non disattendere le nostre aspettative, che abbia davvero voglia di essere presente, senza deluderci e senza tradire mai la nostra fiducia e non perché glielo chiediamo bensì perché nella sua scala di valori l’affidabilità e la serietà sono in cima alla lista, nello stesso posto in cui le mettiamo noi.

Dare a chi la sa meritare la chance di dimostrarci quanto voglia esserci significa credere fermamente nella diversità e unicità delle persone, e che il passato, per quanto possa essere stato un campanello d’allarme che ci ha aiutati a crescere imparando dai nostri errori, non è necessariamente un segnale che le cose si ripeteranno sempre nello stesso modo.

Significa credere che quel gomitolo di diffidenza possa essere lentamente srotolato con la costanza e le dimostrazioni di chi vuole davvero essere presente, a prescindere da quanto le circostanze complichino le cose.

 

Marta Lock

 

 

 

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