Quando tutto si svela

L’intuito è quel filo invisibile… che lega l’impercettibile al possibile… fino a muovere le corde della razionalità…

Dopo tanto tempo trascorso a razionalizzare tutto, a cercare di dare un senso logico alle cose che accadono, a tentare di guardare i fatti da una prospettiva analitica necessaria a noi per comprendere il corso degli eventi, ci troviamo improvvisamente a guardare indietro e riconoscere che c’era sempre stato un dettaglio, un’ombra, un campanello d’allarme che abbiamo ignorato, che aveva tentato di avvisarci dell’esistenza di un qualcosa di diverso da ciò che vedevamo, ascoltavamo, vivevamo. A volte quel segnale inascoltato era stato uno sguardo sfuggente davanti a una nostra domanda, altre una frase scivolata in modo involontario che racchiudeva molte altre parole non pronunciate e quesiti che non abbiamo avuto la prontezza di porre, altre ancora un atteggiamento, un comportamento, completamente in contrasto con ciò su cui venivamo rassicurati.

Non eravamo consapevoli che quei piccoli dettagli racchiudessero un intero mondo, un sottobosco importante per farci comprendere davvero la persona che avevamo davanti o la situazione in cui ci stavamo trovando, e che seguendo quel filo invisibile, incomprensibile e irrazionale, avremmo potuto raggiungere quelle profondità in modo molto più rapido. Sì perché poi i fatti ci hanno dimostrato che la sottile inquietudine, quel non sentirci completamente sicuri, quell’agitazione interiore, avevano un senso, avevano un motivo per manifestarsi, avevano un perché che non eravamo pronti ad accettare ma che alla fine si è svelato in un modo ben più dirompente e doloroso, proprio quando le nostre difese erano ormai abbassate. Così, preso atto della nostra debolezza di non voler ascoltare la forza di un intuito che ha una voce ben definita e chiara, decidiamo di essere più attenti e di imparare ad ascoltare quel suono debole che rivela una realtà possibile diversa da quella che ci appare in un primo momento.

Dunque procediamo in modo più circospetto, prestiamo più attenzione ai segnali della nostra intuizione, anche a costo di apparire irrazionali. Tuttavia, quando siamo coinvolti, quando vorremmo con tutti noi stessi credere a ciò che vediamo nella speranza che gli altri siano trasparenti quanto lo siamo noi, il velo della fiducia che scegliamo di avere offusca la lucidità di quell’istinto che vorrebbe a tutti imporci di rallentare il passo, di attendere prima di darci a piene mani e di mettere in luce tutte quelle leggere ombre che fanno di nuovo capolino dietro uno sguardo, dentro una frase sfuggita, sotto un atteggiamento.

Come mai il desiderio che le cose vadano come le abbiamo immaginate, riesce sempre a mettere a tacere il guizzo dell’intuito che rivela molto di più di quanto non siamo in grado di comprendere razionalmente?

Perché quando siamo coinvolti dall’emozione sembriamo diventare ciechi e sordi nonostante il filo sottile del nostro istino ci avvisi e cerchi di sottolinearci alcuni momenti in cui tutto potrebbe essere visibile?

È possibile che la fiducia nelle nostre sensazioni venga messa in secondo piano non appena abbiamo a che fare con qualcosa che ci prende testa e cuore?

Perché invece non continuiamo a fidarci di lei, che in passato ha reso subito evidente ciò che alla ragione era ignoto?

Non è facile dividerci tra ciò che desideriamo e ciò che riusciamo a vedere con chiarezza, tra ciò che vorremmo accadesse e ciò che, proprio a causa della nostra tendenza a dare fiducia a chi a volte approfitta della buona fede attraverso la quale guardiamo il prossimo, potremmo non riuscire ad avere, tra ciò che vogliamo credere e ciò che invece siamo costretti a constatare. Questo perché in fondo a noi stessi esiste sempre la speranza che l’intuito sbagli, perché siamo persone che vogliono credere fino a prova contraria, che non si fermano al primo ostacolo perché potrebbe essere solo un momento; perché abbiamo fiducia che esista una persona altrettanto limpida e trasparente come noi da mostrarsi per come è, raccontarsi senza paure e affrontare i piccoli e grandi ostacoli anziché scappare e nascondersi.

Eppure quell’intuito che ha trasformato l’impercettibile in possibile fino a farlo arrivare all’evidenza della ragione, dimostra sempre di avere ragione, svelando la vera natura delle cose e di chi è di fronte a noi.

 

 

Marta Lock

 

 

 

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