Oltre la tempesta

A volte è necessario mostrare il peggio di noi… per capire se l’altro è la persona giusta… a cui dare tutto il nostro meglio…

La maggior parte delle persone tende, all’inizio di una relazione, a dare il meglio di sé perché crede che sia indispensabile mostrare gli aspetti di cui l’altro si può innamorare con maggiore facilità. Ecco dunque che la dolcezza, la tenerezza, l’eleganza e le buone maniere tendono a essere espresse in maniera persino esagerata, proprio per incantare, ammaliare e rubare il cuore dell’oggetto dei loro sforzi. Ovviamente tutti i difetti, i lati più bui, gli spigoli più acuti, la parte debole, devono necessariamente essere ben nascosti per non rischiare che l’altro si spaventi e indietreggi.

Assumendo un atteggiamento del genere rischiamo però di dare un’immagine distorta di ciò che siamo in realtà perché la nostra vera essenza uscirà fuori, prima o poi, lasciando la persona che aveva scelto di camminare al nostro fianco assolutamente disorientata per il trovarsi di fronte a qualcuno di diverso da chi credeva di aver conosciuto. Non solo, i difetti, gli angoli acuti che via via escono fuori, potrebbero risultargli talmente intollerabili da rendere la relazione troppo pesante per essere portata avanti. Questo non perché il nostro lato peggiore sia insopportabile a prescindere, quanto perché assolutamente incompatibile con i difetti dell’altro, generando così un continuo scontro che non può non condurre verso la chiusura del rapporto.

L’alternativa, in questi casi, sarebbe quella di costruire una relazione basata sulla sopportazione reciproca, sulla mancanza di stima che si insinua sotterranea e resta sul sottobosco della vita di coppia, solo per la mancanza di coraggio di mettere la parola fine, per una ostinata scelta di portare avanti qualcosa che, invece, sarebbe semplicemente meglio chiudere.

Perché siamo convinti che i nostri difetti siano talmente tanti e grandi da doverli nascondere per sentirci amati?

Come mai è così difficile farci vedere per ciò che siamo davvero e lasciare che l’altro ci scelga nonostante tutto?

È possibile che il timore del rifiuto sia più forte del coraggio del mostrarci con tutti i nostri difetti, le nostre lacune, i lati ombra che, di fatto, ci rendono le persone che siamo?

Dall’altra parte della barricata esiste una quantità di persone, di molto inferiore a quelle appartenenti alla precedente categoria, che sceglie di rendere manifesti fin da subito i lati peggiori anzi, in realtà tende ad acuire gli spigoli proprio per capire quanto l’altro sia disposto ad accettare la parte meno bella, convinte che sia esattamente di quella che si debba innamorare chi sceglie di prenderci la mano per camminare insieme nella stessa direzione. In questo caso perciò le difficoltà degli inizi, inevitabili nella fase di conoscenza, vengono amplificate da comportamenti a volte eccessivi ma necessari per rendersi conto se i difetti si incastrano, se il modo di essere dell’uno possa essere compatibile con quello dell’altro non basandosi sui momenti armonici bensì su quelli più dissonanti, sullo scontro. Quelli davanti a cui la vita inevitabilmente ci mette, prima o poi, quelli in cui dobbiamo tirare giù la maschera dietro la quale ci nascondevamo per sentirci amati e che, spesso, ci rende più complicati, più sfaccettati, meno accondiscendenti di come ci eravamo mostrati.

Forse le persone che decidono di mostrare il peggio, sono le stesse che in passato appartenevano alla categoria precedente e si sono viste rifiutate nel momento in cui il velo è caduto, in cui la vera natura è uscita fuori e non si sono sentite capite, accettate in quel lato che, inevitabilmente, faceva comunque parte di loro. Era il lato B della medaglia che però l’altro, disorientato e a volte deluso, non aveva potuto tollerare; perché in fondo non aveva avuto la possibilità di sceglierlo, se lo era trovato davanti all’improvviso vedendo cadere il castello di carte su cui era stata costruita la relazione.

Così, quelle persone, decidono di nascondere tutto il meglio di sé, perché sanno di doverlo dare non per farsi amare, bensì per far conoscere il lato morbido a chi si è innamorato e lasciato conquistare prima da quello duro, quello da cui molti altri erano scappati, quello che una volta mostrato non genererà più sorprese. Quelle persone hanno deciso che solo dopo una forte e rumorosa tempesta potranno mostrare il loro cielo più azzurro e più limpido.

E solo a quel punto, dopo essersi sentite accettate, accolte e amate nel peggio, daranno tutto il meglio che sanno di poter dare.

 

Marta Lock

 

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