Se cadi… rialzati

Quando scegliamo di combattere… le cose che facciamo non sono mai sbagliate… sono parte del nostro modo di essere… ciò che dovrebbe amare di più chi dice di amarci…

Quante volte abbiamo avuto la sensazione di fare sempre la cosa sbagliata?

Come mai davanti ad alcune situazioni ci sembra di avere reazioni che a posteriori abbiamo capito essere inadeguate?

Perché, pur avendo ben presente il nostro obiettivo, abbiamo quella singolare capacità di scegliere sempre la mossa più inappropriata?

E ancora, esiste davvero qualcosa di assolutamente giusto e qualcosa di assolutamente sbagliato? Chi lo stabilisce?

Molto spesso ci capita di trovarci davanti a episodi, frammenti di tempo, nei quali dobbiamo fare delle scelte, anche forti a volte, che ci portano ad agire secondo quelle che sono le nostre caratteristiche, il nostro modo di fare; altrettanto spesso però queste scelte, queste decisioni di combattere con le unghie e con i denti per qualcosa in cui crediamo, ci mettono faccia a faccia con una reazione che ci destabilizza, perché completamente diversa da quella che ci aspettavamo di vedere. Questo soprattutto quando siamo all’inizio di un’avventura, di una relazione nella quale le nostre caratteristiche possono anche scontrarsi con quelle della persona con cui ci stiamo confrontando.

In questi casi, quando la conoscenza è giovane, quando il dialogo non fa ancora completamente parte del rapporto a due, proprio perché in alcuni casi è difficile persino trovare la chiave giusta per far aprire l’altro, possiamo avere la spiacevole impressione che qualunque cosa diciamo o facciamo sia inadeguata per ottenere il risultato che desideravamo. Perciò noi, inconsapevoli di quali siano i passi più giusti per l’altro, procediamo per tentativi, facciamo ipotesi, cerchiamo risposte alle nostre domande che, spesso dall’altro non arrivano, e continuiamo a fare un disastro dietro l’altro, peggiorando ciò che invece cercavamo solo di migliorare, appianare, rasserenare.

Eppure stiamo tentando con tutte le forze di fare la cosa più opportuna, di trovare il modo per incastrarci con l’altro, convinti che tocchi a noi, più aperti, più comunicativi, più abituati a confrontarci, cercare di toccare il tasto che ci permetterà di andare verso una conoscenza superiore, più profonda, più intensa, portando il rapporto a un livello ben più elevato. Ma tutto sembra remare contro, ogni parola sembra essere quella sbagliata, ogni frase sembra rimanere pesante nell’aria come un macigno, ogni nostro passo in avanti sembra provocare un indietreggiamento dall’altra parte. Tuttavia, dentro di noi, c’è qualcosa che ci suggerisce di non arrenderci, perché quelle pause tra le parole hanno un significato differente da quello che appare a un primo sguardo, perché sentiamo, come se lo leggessimo nero su bianco, che le emozioni che legano l’altro a noi sono forti tanto quanto le nostre, perché in fondo ci stiamo semplicemente mostrando per come siamo, con tutti i punti di forza ma anche con tutte le debolezze.

Poi, improvvisamente, ci rendiamo conto che tutto ciò che ci era apparso come disapprovazione dell’altro, quasi come un giudizio legato alle nostre azioni, un’opposizione del proprio modo di essere contrapposto al nostro, in realtà era solo un volerci osservare più a fondo e comprendere chi siamo davvero, per capire che anche le azioni più strane, quelle apparentemente più sbagliate, quelle frasi uscite con l’impazienza di trovare un modo di generare una risposta, sono quelle di cui, giorno dopo giorno si continua a innamorare. Perché in fondo anche quel lato strano, inaspettato, eccessivamente sincero, dolcemente forte, è ciò che ci contraddistingue rendendoci unici.

Ed è quel lato di cui sa, scontro dopo scontro, lotta dopo lotta, sbaglio dopo sbaglio, di non poter fare più a meno… perché ci ha visti cadere e rialzarci, combattere nonostante il distacco, nonostante i silenzi, nonostante le sue pause ingiustificate, e si è innamorato anche di quel nostro coraggio di combattere per ciò in cui crediamo, di combattere per lui.

E ha capito che sarà lo stesso con cui continueremo a farlo.

 

 

Marta Lock

 

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