Che senso ha?

Spesso il senso di qualcosa diventa chiaro… quando smettiamo di domandarci… che senso abbia…

Quante volte ci siamo ritrovati a chiederci che senso avesse un qualcosa che ci stava succedendo?

Perché si verificano alcuni avvenimenti che poi prendono una piega completamente diversa da quella che avevano in un primo momento?

Come mai tutto sembra spingerci verso una direzione che sembra quella giusta per noi ma che poi si rivela invece un incidente di percorso, una caduta dalla quale dobbiamo, per l’ennesima volta, rimetterci in piedi?

La nostra vita è un lungo cammino verso l’approfondimento della conoscenza di ciò che siamo, di ciò che desideriamo e di ciò verso cui tendiamo, elementi fondamentali e indispensabili per maturare, crescere, evolvere interiormente prima di sentirci adulti completi e compiuti, per quanto la compiutezza possa far parte dell’essere umano. Sì, perché è insita nella natura dell’uomo la predisposizione alla costante modifica di sé proprio in virtù del vissuto che di volta in volta si trova ad affrontare, anche quando non si è disposti ad arrendersi a quel cambiamento che fin troppo spesso viene visto come una debolezza, una mancanza di coerenza, in realtà non possiamo fare a meno di accoglierlo, o subirlo se anche ci opponiamo, e comprenderlo come parte del nostro cammino.

Dunque proseguiamo aperti verso le novità che impariamo a vedere come opportunità per migliorarci, convinti che ciò che arriva sia esattamente ciò di cui abbiamo bisogno in quel particolare momento, in quella determinata fase della nostra esistenza. Quando ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo, di inaspettato, abbiamo imparato a non essere più diffidenti, a non guardare le cose con circospezione come se tutto fosse una cospirazione per minare il nostro equilibrio, bensì viviamo quel nuovo come un superamento delle precedenti convinzioni, un’occasione per acquisire un punto di vista inedito, un modo per scoprire e svelare a noi stessi un lato che, senza quell’esperienza, non saremmo in grado di conoscere.

Ecco perché siamo talmente convinti che il destino ci metta sempre sul percorso migliore per noi da buttarci mani e piedi dentro la novità che arriva a travolgerci, ed ecco perché, quando poi ci rendiamo conto che l’esperienza che viviamo non sta affatto procedendo verso la via che ci era sembrata imboccare inizialmente, ci sentiamo spiazzati, disorientati, confusi e dubbiosi sul perché sia stato necessario dover affrontare ancora un’ennesima delusione, uno sbaglio, un errore di valutazione che, alla luce delle esperienze precedenti, avremmo dovuto saper vedere fin da subito. Perciò ci troviamo inevitabilmente a dover affrontare un periodo di introspezione, di riflessione che dovrebbe condurci alla chiarezza sui perché di quanto abbiamo appena vissuto, ma che di fatto non riesce a darci un motivo che giustifichi quella nuova caduta.

Eppure, meditando un po’ più a fondo, sembra emergere evidente la similitudine con un episodio del passato da cui ci siamo lasciati sopraffare e che non avevamo saputo affrontare con la determinazione e forza necessari a superarlo, mentre ora, nell’analogo presente, siamo stati capaci di riconoscere il pericolo, la minaccia al nostro equilibrio, e di prendere in mano la situazione compiendo velocemente la scelta migliore per noi. Forse era proprio questo il senso di ciò che abbiamo recentemente vissuto, forse dovevamo semplicemente scoprire quanto ci fossimo spostati verso un punto di evoluzione più alto del precedente senza quasi rendercene conto, grazie proprio alle esperienze già fatte, e quanto siamo consapevoli di noi stessi e di ciò con cui non possiamo avere a che fare nel presente.

O forse il senso non è ancora chiaro perché lo diventerà più avanti, quando l’esperienza successiva ci porterà alla memoria quella attuale, e capiremo quanto siamo cambiati nel percorso che separa i due emisferi del prima e del dopo… forse il senso è solo accettare ciò che accade come parte indispensabile del nostro viaggio attraverso la vita.

 

Marta Lock

 

 

Leave a Comment