Ballando sotto la pioggia

Quando ci troviamo sotto la pioggia… non dobbiamo mai dimenticare che tra noi e il sole… c’è solo qualche nuvola…

Ormai, da grandi, siamo diventati perfettamente coscienti di quanto l’esistenza sia una continua altalena tra momenti positivi e momenti negativi, tra attimi di intensa felicità e periodi di grande sconforto. Certo, nelle fasi più solari, più belle, più positive ci sembra quasi di vivere in un sogno e non possiamo fare a meno di pensare che presto tutto si dissolverà. E, guarda caso puntualmente, il giro di boa avviene, lasciandoci sconsolati a pensare che è accaduto ciò che avevamo immaginato.

Lo avevamo immaginato oppure le nostre azioni si sono mosse, più o meno consapevolmente, nella direzione per farlo accadere?

Molto spesso capita di essere talmente convinti che un evento si verificherà nel modo esatto in cui lo stiamo pensando, da modificare il nostro atteggiamento esterno nei confronti della cosa in sé ma anche delle persone legate a quella particolare situazione, al punto di non riuscire più ad avere un punto di osservazione realistico dell’oggettività bensì modificandone le luci e le ombre in base proprio alla convinzione che annebbia la nostra obiettività. Ovviamente questo, chissà come mai, sembra non essere valido nei periodi negativi perché in fondo il periodo no non ci fa sentire quasi in colpa, non ci dà quella sensazione di fuggevolezza che invece avvertiamo quando ci sta succedendo qualcosa di bello. Dunque il nostro pensiero, coerentemente con quanto avevamo immaginato, è allineato con il nostro comportamento al punto di rendere quel periodo negativo più lungamente durevole del positivo. E così ci creiamo la falsa convinzione che la felicità duri poco e le difficoltà invece si prolunghino tanto.

Eppure esistono individui che sono capaci di sorridere anche quando si trovano sotto la pioggia, capaci di non  credere che il maltempo durerà a lungo, perché sanno che presto tornerà a splendere il sole. Queste persone modificano e stravolgono il punto di vista comune così tanto che gli altri non riescono a comprendere come facciano questi irriducibili ottimisti, a non rendersi conto di quale sia la realtà delle cose. Ma la realtà delle cose è sempre relativa, tutto ciò che ha un senso se osservato da un’angolazione, lo cambia se guardato da un altro lato; e dunque questi strani individui hanno perfettamente capito che per la crescita personale, emotiva, per una maturazione che ci spinge verso un necessario cambiamento perpetuo, l’alternarsi di fasi in cui si ricevono doni ad altre in cui abbiamo bisogno di imparare a perdere, ricercare, combattere, trovare, è fondamentale e vitale. E hanno anche appreso a ricevere la pioggia che arriva non come un ostacolo insormontabile, non come un uragano che si abbatte su di loro, non come una punizione per essere stati felici e aver avuto una fase positiva in precedenza, bensì come una sfida con se stessi necessaria a capire e oltrepassare il proprio limite, accrescere la fiducia in sé e la consapevolezza della loro forza e, grazie a ciò che accade, crescere.

E poi, in fondo, siamo davvero sicuri che quell’alternanza di sole e pioggia non sia invece la cosa più giusta per distoglierci da un risultato momentaneo che non era comunque destinato a durare perché non il migliore per noi?

Perché non riusciamo a vedere tutto in una prospettiva più ampia e non accogliamo in modo più sereno sia la felicità che la non felicità?

Nel momento in cui ci aspettiamo che qualcosa di enormemente grande debba arrivare per renderci felici, ci mettiamo nella condizione di non notare tutto il resto che ci circonda durante il percorso, tutte quelle cose che potrebbero darci gioia, certo magari più piccola ma sicuramente più frequente di quella che ci darebbe il grande evento che ci siamo messi in testa di aspettare. Inoltre se restiamo focalizzati sull’alternanza, sul cambiamento, ci regaliamo la splendida opportunità di trovare il modo di affrontare le tempeste, gli uragani e la pioggia, solo come un passaggio necessario verso il nuovo sole.

E così, anziché fuggire e ripararci sotto il tetto del pessimismo, convinti che continuerà a piovere, potremmo scoprire il bello di aprire semplicemente un ombrello e ballare sotto quella pioggia che prestissimo lascerà spazio al cielo azzurro.

 

Marta Lock

 

 

 

 

 

 

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