Promesse

In continuo equilibrio tra un prima e un dopo… ciò che dovremmo essere capaci di cogliere… è l’urgenza dell’adesso…

Nel corso della nostra vita abbiamo incontrato persone di ogni tipo: quelle che temono l’azione e per questo si nascondono dentro un’immobilità che induce gli altri ad agire per loro, quelle che sono talmente irriflessive da agire prima di riflettere e senza domandarsi se ciò che fanno corrisponde davvero a ciò che vorrebbero fare, e poi quelle che hanno così tanta paura di se stesse, delle proprie emozioni e della memoria di una sofferenza del passato da rimanere incastrate tra il desiderio di fare qualcosa e il panico di sbagliare di nuovo. E noi, che spesso abbiamo avuto a che fare con esperienze che invece ci hanno aiutati a capire che il presente è l’unico momento che certamente abbiamo, davanti a un passato che non può più tornare e a un futuro che non conosceremo mai perché diventerà presente nel momento in cui lo staremo sperimentando, ci sentiamo come dei pesci fuor d’acqua e ci domandiamo come mai, ciò che per la nostra visione è tanto chiaro, a molti appare oscuro.

Eppure tutti siamo passati attraverso vicende che in qualche modo ci hanno fatto capire l’importanza di non lasciarci sfuggire ciò che la vita ci pone davanti; tutti abbiamo avuto a che fare con il rammarico del rimpianto, con la nostalgia di un momento che ci è scivolato via dalle mani come sabbia perché non ne abbiamo saputo cogliere l’importanza e l’unicità; ognuno di noi ha sperimentato che in fondo lo sbaglio più grande e indiscusso è quello che non abbiamo mai commesso, non sapendo mai così se davvero sarebbe stato un errore oppure la cosa migliore che ci potesse capitare.

Dunque perché molti sembrano continuare a procrastinare in avanti ciò che va vissuto adesso?

Come mai preferiscono nascondersi dietro una promessa futura piuttosto che iniziare subito a gettare le basi di quello che sarà il presente di domani?

Non sarà la loro solo una scusa per dissimulare la mancanza di equilibrio e di maturità, e di coraggio nell’ammettere di non essere pronti a viverlo quel presente che tanto li spaventa?

Molto spesso ci può capitare di trovarci nella situazione perfetta per noi, per le nostre caratteristiche e visione della vita, in un momento in cui non abbiamo raggiunto il nostro centro, non abbiamo ancora completato quel percorso di autoconsapevolezza che ci condurrà a comprendere l’importanza di ciò che la vita ci mette davanti. E così, non abbastanza saggi da intuire l’urgenza di cogliere ciò che ci viene offerto, tendiamo a prendere tempo, rimandare, promettere ciò che accadrà domani, quando ci sentiremo pronti per darci. Altrettanto spesso però l’altra parte, quella che invece ha compiuto un percorso differente, in cui ha appreso gli insegnamenti dell’esistenza, quelli secondo i quali non serve fuggire da ciò che ci ha fatto stare male o ci ha destabilizzati in passato perché, appunto, si è presentato proprio per permetterci di superarlo, questi individui dicevo, non possono e non vogliono rapportarsi con la coniugazione del tempo futuro perché conoscono bene l’importanza di vivere il presente.

Quello che giorno dopo giorno sarà il passato dell’oggi e che è l’unico che non ci darà mai l’illusione di una chimera che sembra sempre scivolare in avanti, nella convinzione che il domani sarà migliore, sarà il momento giusto; perché tutto ciò che c’è è esattamente la certezza del presente. È solo questo il momento da rendere migliore, vivendolo con pienezza e con l’intensità di chi non fa promesse bensì dona conferme e stabilità proprio adesso.

E comprendendo questo impareremo a vivere davvero.

 

 

Marta Lock

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