L’anima vola

A volte l’anima va nella direzione più opposta… a quella che vorrebbe prendere la ragione… perché lei non ascolta… lei va dove vuole…

Se guardiamo indietro, verso quella fitta foresta che ci sembra il nostro passato emotivo, dopo che siamo riusciti a uscirne molto spesso con grande fatica e sforzo, ci rendiamo conto di quanta strada abbiamo fatto, di quale percorso di maturazione la vita ci abbia indotti a effettuare e di come sia stato a volte davvero complicato districarsi tra tutti quei rami e quelle radici emerse che ci tenevano indissolubilmente legati a ciò che era avvenuto. Ci siamo trovati in alcuni casi a fare i conti con persone che ci avevano feriti e delusi e, in quei casi era sembrato facile prendere la decisione di allontanarle, riprenderci in mano noi e voltare una pagina che ormai era strappata in molti punti.

Abbiamo anche avuto a che fare con nostre decisioni, con nostri comportamenti strani rispetto a quello che era il nostro modo abituale di rapportarci a un altro, forse perché ci trovavamo in periodi di destabilizzazione o in fasi di cambiamento di cui noi stessi, al momento, eravamo inconsapevoli e credevamo che le nostre reazioni fossero in qualche modo legate alla persona che avevamo di fronte. In quei periodi abbiamo scelto di allontanarci per non ferire ulteriormente l’altro, perché avevamo compreso di non poter essere noi stessi, né eravamo capaci di rendere felice qualcuno in quanto noi per primi non sapevamo cosa ricercare per essere felici.

E poi ci sono stati quegli strani casi, unici e assolutamente inspiegabili, in cui un incontro, un rapporto che non ci ha mai appagati e che non è mai riuscito a darci la stabilità e la serenità di cui avevamo scoperto di sentire l’esigenza, e che pur essendo stato interrotto più e più volte, continua in qualche modo a tornare nella nostra vita. Questo nonostante la scelta ragionata e consapevole di doverla voltare quella pagina strappata, di dover mettere un punto e cominciare un nuovo capitolo… Eppure, ogni volta che un nuovo inizio giunge al termine, non possiamo fare a meno di ritornare con la memoria e con l’anima a quel legame che non si interrompe mai, continua a covare sotto la cenere, si modifica e si trasforma nel tempo ma è sempre lì, pronto a chiamare a sé quell’anima indisciplinata che non vuole ascoltare la ragione.

Perché nonostante i mille motivi che la mente pone a freno dell’irrequietezza dell’anima, non riesce comunque a gestirla?

Come mai è tanto difficile uscire fuori da quell’incredibile e unico rapporto che sembra non consolidarsi mai eppure, a dispetto di tutto, trova il modo di consolidarsi e rafforzarsi da solo, come se vivesse di vita propria?

Per quale motivo, malgrado gli scontri, malgrado le cose dette e le accuse rivolte reciprocamente, c’è qualcosa che impedisce a entrambe le parti di dimenticarsi e scrivere la parola fine?

Esistono emozioni a cui non è possibile dare un senso logico, in realtà nessuna emozione forte lo ha, ed è impensabile gestire attraverso il ragionamento un’entità che di razionale non ha nulla, quell’anima che si sottrae a ogni spiegazione, a qualunque distacco e a qualsiasi conflitto di personalità. Un moto irrazionale e forte che ci spinge a correre rischi, a infrangere regole, a ignorare i timori e le paure e si getta in picchiata nella direzione in cui decide di andare, senza ascoltare, senza frenarsi, senza domandarsi il perché.

Lei va e basta, e noi, malgrado le resistenze, malgrado i freni che cerchiamo di mettere e che rallentano il suo volo, alla fine non possiamo che arrenderci e andare dove vuole lei, perché resistere è impossibile e perché è lei a condurci esattamente dove dovremmo stare, che piaccia o meno a quella razionalità che vorrebbe decidere tutto.

E seguendo lei, noi impariamo a essere liberi.

 

Marta Lock

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