Quell’attimo di eterno

Non tutti i begli inizi si trasformano in belle storie… molti rimangono solo dei begli inizi…

Quante volte ci è capitato di imbatterci in un incontro magico, perfetto per il susseguirsi di causa ed effetto e per la reciprocità che si sprigiona subito?

Quante di quelle volte la stessa magia si è consolidata nel tempo prolungandone l’effetto sui sentimenti e sull’armonia di un rapporto?

Perché invece nella maggior parte dei casi quegli inizi si trasformano poi in situazioni dalle quali si genera qualcosa di completamente diverso da quanto previsto o presunto, viste le premesse?

Come mai la perfezione di quella prima volta si modifica facendoci trovare di fronte a qualcuno che ci rendiamo conto non ha nulla a che vedere con l’immagine che avevamo di lui?

Capita in alcuni momenti particolari della nostra vita, quelli in cui siamo distratti, sovrappensiero, di imbatterci in un incontro che non speravamo più di fare, un po’ perché presi dalla routine quotidiana che tende a distrarci da tutto ciò che è più poetico ed emotivo, un po’ perché il nostro vissuto ci ha portati a chiuderci, a non credere che le belle favole che abbiamo tanto sentito raccontare da altri, possano accadere anche a noi. Anzi, le consideriamo ormai quasi come leggende metropolitane che alimentano speranze ma che poi mai si verificano. Invece improvvisamente ecco apparire davanti ai nostri occhi quell’inimmaginato momento perfetto, quello in cui tutto accade come dovrebbe accadere, in cui gli sguardi si incrociano e l’altro fa e dice esattamente ciò che sempre avremmo voluto sentire.

Entusiasmati da quell’inattesa e meravigliosa sorpresa della vita, diamo seguito a qualcosa che, ci diciamo, non può che essere l’inizio di un percorso lungo e bellissimo insieme alla persona protagonista di un attimo tanto magico da riuscire a sollevarci da terra. Andando avanti con la conoscenza però, iniziano a emergere delle leggere note stonate, dei sottili avvertimenti che sarebbero evidenti segni che l’altro non è esattamente come lo avevamo immaginato, sarebbero evidenti se non decidessimo di ignorarli raccontandoci lucidamente che in fondo l’ideale non esiste e che gli altri sono umani e imperfetti tanto quanto noi, dunque andiamo avanti continuando a vivere sulla scia della magia di quel primo incontro. Gli episodi in cui i campanelli d’allarme suonano diventano via via più frequenti e noi di giorno in giorno più increduli su quell’ingiustificato cambiamento, ma al tempo stesso ostinatamente attaccati a quella prima immagine, a quel primo incantevole momento da cui ci sentiamo ancora avvolti.

Tuttavia la disillusione avanza e noi non possiamo far altro che assistere, impotenti, allo scivolare via di un bell’inizio che racchiudeva in sé una promessa di solidità che tanto avevamo atteso senza mai trovarla; e alla fine non possiamo far altro che rassegnarci e ammettere di essere rimasti aggrappati a quella promessa senza aver avuto la lucidità, perché le emozioni per definizione stessa non potranno mai essere razionali, di capire che ciò che avevamo davanti non era quel sogno romantico che avevamo vissuto nel meraviglioso primo incontro. Così ci mettiamo a riflettere sul perché abbiamo dovuto vivere un’esperienza tanto bella senza che però potesse avere un seguito, perché se c’è una cosa di cui siamo certi, è che qualcosa per essere bello deve tendere al per sempre, a quell’eterno che ci hanno raccontato che esiste, sebbene a noi continui a sfuggire.

E se non fosse così?

Se invece già il fatto di aver vissuto qualcosa di tanto magico, anche se solo per un attimo, fosse di per sé talmente bello da non poter avere un seguito?

Pensando tutto da un altro punto di vista, non è possibile che ogni cosa bella che ci capiti nella vita possa durare per sempre, ma questo non ne riduce affatto la positività che l’evento provoca nel nostro umore in quel particolare frangente della nostra esistenza. Dunque dovremmo avere la capacità di comprendere che a volte è già magico vivere un bell’inizio e, anche se non si traduce nella storia della nostra vita, abbiamo comunque la fortuna di ricordare per sempre la bellezza di un solo primo irripetibile momento.

 

 

Marta Lock

 

 

 

COMMENTS

  • Umberto Paolini

    Se non prevalesse quella parte irrazionale di noi che naturalmente non mette confini ad un sogno saremmo perennemente insoddisfatti. E infatti non mi accontento di quel poco che mi fa stare bene, quello non mi basta, tuttavia non so se chiedendo di più finisco per perdere il tutto.

    • Marta Lock

      Il problema sta esattamente lì: nel momento in cui sentiamo il bisogno di chiedere è evidente che non stiamo ricevendo ciò che ci aspettavamo o che credevamo avremmo spontaneamente ricevuto. La reciprocità dovrebbe essere spontanea, se ci lascia in bocca un sapore di incompiuto siamo già nella condizione di iniziare a sentire quei piccoli campanelli d’allarme che non dovrebbero suonare. 🙂

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