Come farfalle

In equilibrio tra sogno e realtà… ciò a cui forse davvero aspiriamo… è quell’irresistibile follia che ci faccia credere di volare solo un po’…

Molto spesso ci facciamo talmente tanto prendere dentro la contingenza del vivere, assorbiti dall’esigenza pragmatica dell’avere tutto sotto controllo e preordinato secondo un rigore logico che ci ha fatto da paracadute in molti episodi della nostra esistenza adulta, da dimenticarci quella parte fondamentale di noi stessi che è ancorata al gioco, alla leggerezza, a quel lasciarsi scompigliare i capelli dal vento dell’imprevisto che provoca quel brivido inatteso di cui ci eravamo dimenticati. Un po’ perché nell’immaginario comune la leggerezza viene confusa con la superficialità, accezione negativa che si traduce in un modo di vivere incurante delle conseguenze o delle reazioni di chi ci sta di fronte; un po’ perché ci hanno detto che la follia è sbagliata, irrazionale, inutile per conseguire risultati solidi e duraturi, e soprattutto illusoria sul modo di guardare una realtà che, inevitabilmente, richiede invece di essere dominata e gestita attraverso la ragione.

A volte addirittura, alcuni di noi, sono così tanto metodici, da aver completamente dimenticato come si faccia a lasciare aperto uno spiraglio di luce che permetta loro di ricordare un desiderio nascosto, un sogno in cui rifugiarsi nel momento in cui decidono di staccare la spina con tutto ciò che è prestabilito per sciogliere le redini della fantasia. Ecco, in quel caso si trovano davanti a un vuoto che non sanno più come colmare, perché lo hanno dimenticato dentro la logica, e tornano quindi a cercare quell’ordine rassicurante dentro cui scorre ormai la loro vita. Tuttavia dopo tanto tempo dedicato a predisporre, mattone dopo mattone, gradino sopra gradino, la nostra esistenza, ricominciamo a sentire il bisogno di attingere a quell’irrazionale che avevamo, che ci apparteneva prima che l’età adulta ci imponesse modelli più stabili, e sentiamo la nostalgia di quella parte di noi che non siamo più capaci di trovare e che ci faceva credere che tutto fosse possibile.

Perché quando diventiamo grandi perdiamo la capacità di sognare?

Come mai crediamo che l’essere stabili e affidabili abbia come controvalore il dover necessariamente rinunciare alla leggerezza e a un pizzico di follia?

In quale momento abbiamo smesso di ritenere giusto lasciarsi uno spazio, anche piccolo, per inseguire e credere che un sogno possa trasformarsi in realtà?

E perché guardiamo con diffidenza chi invece è capace di arrivare nella nostra vita leggero come una farfalla e ci ricorda che è possibile volare, anche se solo per un attimo?

La capacità e il desiderio di sognare vengono additati come caratteristiche assolutamente incompatibili con la risolutezza del porsi un obiettivo e perseguirlo anzi, in realtà molti credono che siano fuorvianti per ottenere risultati concreti; questo accade perché tutto ciò che non rientra dentro uno schema, come la fiducia positiva del credere che tutto possa cambiare e sorprenderci, fa paura, ci metterebbe faccia a faccia con il rammarico di non aver inseguito i nostri sogni, con il senso di fallimento di aver dovuto mettere a tacere una voce che avrebbe potuto condurci alla disillusione di non poter ottenere ciò che volevamo. Eppure proprio in quei binari solidi e sicuri su cui abbiamo edificato la nostra esistenza, il dispettoso destino ci fa incontrare molto spesso le persone che invece non lo hanno fatto, che sono capaci, anche da adulte, di volare leggere nella vita resistendo ai venti di pioggia e costruendo laddove altri, compresi noi, non avevano avuto il coraggio di costruire. Le guardiamo con ammirazione perché in fondo, con la loro follia, non hanno rinunciato a quella parte che a noi manca, non hanno desistito quando le cose si sono fatte difficili e sarebbe stato più facile rifugiarsi nella logica. Loro no, sono andate avanti e hanno vinto.

A quel punto, domandandoci se la dispettosa vita non li abbia messi sulla nostra strada per ricordaci come possiamo ancora essere, abbiamo la splendida opportunità di lasciarci prendere la mano e sollevarci in volo insieme a loro, senza modificare noi stessi, ma apprendendo come si fa a ricominciare a credere anche nei sogni.

 

 

Marta Lock

 

 

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