Tutto ha un senso

Il giorno in cui penseremo a ciò che abbiamo lasciato andare… può essere lo stesso nel quale arriverà… tutto ciò che ci era mancato in precedenza…

A volte ci troviamo mani e piedi dentro situazioni che hanno il potere di mettere in discussione ogni nostro precedente pensiero e valutazione della realtà che ci circonda; questi episodi ci travolgono al punto di generare in noi un profondo cambiamento nel modo di rapportarci con gli altri ma anche nel riflettere sul nostro modo di essere. Sì perché al di là di ciò che la maggior parte di noi è convinta, il cambiamento e la trasformazione sono innati nell’essere umano e anche chi ritiene di essere solidamente arroccato sulle proprie posizioni, alla fine deve necessariamente arrendersi all’evidenza di aver subito un’evoluzione nel corso del tempo.

Inevitabilmente dunque, anche la realtà e le esperienze che viviamo possono subire dei cambiamenti, perché in fondo quel per sempre ideale, che ci hanno raccontato che prima o poi si realizzerà, forse è solo una chimera necessaria a rassicurarci e a proteggerci dall’incertezza della precarietà delle situazioni in cui ci imbattiamo, dove tutto può essere vero fino a oggi ma da domani improvvisamente cambiare. Una volta preso atto di questo continuo passaggio da un prima a un dopo, siamo maggiormente in grado di comprendere e accettare anche la temporaneità di un rapporto, un amore, una relazione che ci sconvolge l’esistenza con la sua intensità ma che può durare un solo giorno. Certo è che questo non dipende dalla nostra volontà e, a volte, neanche da quella dell’altro, in alcuni casi sono le circostanze a mutare, altre invece scontri di caratteri incompatibili che non riescono a comprendersi. Eppure tutto ciò non potrà mai diminuire o ridimensionare quell’intensità che ha reso un incontro diverso da tutti gli altri.

Tuttavia l’eventuale precoce chiusura di una congiuntura tanto travolgente ci lascia l’amaro in bocca dell’aver assistito allo scorrere via, dai nostri pugni chiusi, di un qualcosa che ha saputo modificare il nostro percorso, donarci uno sguardo diverso sulle cose e sul mondo, e restiamo lì a domandarci che senso possa aver avuto un incontro tanto indimenticabile quanto fugace. E quel senso che non troviamo ci fa restare legati al ricordo, rammaricati per ciò che avrebbe potuto essere il nostro tutto mentre in realtà si è allontanato velocemente come se non fosse niente; pensiamo che sarebbe stato meglio non fare quell’esperienza, ricordiamo che se quel preciso giorno avessimo fatto tutt’altro, fossimo passati per un’altra strada o avessimo tardato di mezz’ora, non ci saremmo trovati poi a doverci leccare le ferite per aver dovuto lasciare andare la felicità che ci aveva provocato.

Perché non sappiamo vedere quale disegno più grande si nasconde dietro le esperienze che viviamo?

Come mai non siamo capaci di considerare che quel particolare episodio può essere stato un punto focale, un momento fondamentale, per ciò che dovrà accaderci di lì a poco?

Per quale motivo non riusciamo a valutare quel giro di boa come un’evoluzione necessaria e di preparazione di qualcos’altro che ci aspetta e che ci completerà molto di più di quell’incontro che ci era sembrato il massimo?

In alcune situazioni ci sentiamo talmente bene da convincerci che siano tutto ciò che abbiamo sempre aspettato e desiderato, e nel momento in cui le viviamo è effettivamente così. Poi però se il fato, o destino, in qualche modo le allontana da noi o innesca meccanismi di causa ed effetto che ci inducono a lasciarle andare, forse è perché quella fase si è conclusa e chiusa per lasciare spazio alla successiva, quella in cui sperimenteremo un appagamento maggiore, un senso di benessere ben più intenso del precedente.

Quel giorno in cui arriverà il nuovo, ripensando al passato recente ci renderemo conto che quel tutto che avevamo creduto di avere non era tanto completo quanto l’esperienza presente… e ci renderemo conto che quel precedente incontro, quell’intensità seguita poi da un doloroso distacco, era solo un passaggio per ciò che dovevamo vivere dopo. E scopriamo che tutto ha sempre un suo senso che spesso riusciamo a capire solo a posteriori.

 

 

Marta Lock

 

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