La perfetta armonia dell’essere

Molto spesso la nostra vita è simile a un elastico… chi si è allontanato torna… chi si è avvicinato se ne va… e nel mezzo noi che abbiamo trovato un nostro equilibrio a prescindere da tutto…

L’esistenza è un’avventura tortuosa e complicata che ci ha messi di fronte a montagne difficili da scalare, tanto quanto in altre occasioni invece ci sembrava di navigare dentro acque tranquille e serene; questo alternarsi di nuvole e di sereno chi ha lasciato un insegnamento fondamentale per i percorsi successivi, quello dalla cui consapevolezza nasce la nostra capacità di adattamento agli eventi successivi. Abbiamo appreso che nulla dura per sempre, e che il cambiamento è una caratteristica imprescindibile dalla nostra natura umana. In questa consapevolezza sono comprese situazioni inaspettate, particolari, nelle quali le persone sembrano apparire per caso, restare per scelta e poi allontanarsi per necessità o per mancanza di motivazione a fermarsi.

Il momento del distacco è doloroso, ci fa cadere dentro la sensazione di abbandono, di sconfitta, che segue inevitabilmente la fine di un’emozione, e anche se non subita bensì scelta, lascia comunque un senso di perdita che per un istante più o meno lungo ci fa sentire soli. Allora ci rimettiamo in piedi e ricominciamo a ricostruire una realtà nuova, fatta di noi in mezzo a tante altre persone che, se anche non si avvicineranno mai più di tanto, comunque costituiranno un ruolo fondamentale per la rinascita e la crescita dei nuovi noi che stiamo diventando. E continuiamo a camminare spediti verso un domani che è stabilità ma al tempo stesso attesa di ciò che arriverà e che, ormai lo sappiamo, potrebbe di punto in bianco far parte e arricchire la nostra vita.

Perciò un giorno, uno qualsiasi, di quelli in cui siamo sovrappensiero e distratti da impegni, ci imbattiamo in quell’inatteso che in quel frangente si materializza davanti ai nostri occhi sotto forma di un qualcuno che avevamo sempre aspettato… o almeno così ci sembra nella magia dell’attimo che improvvisamente stiamo vivendo. Tuttavia, malgrado quella sensazione avvolgente, le circostanze ci impediscono di costruire; nonostante il trasporto da parte di entrambi, situazioni preesistenti ci impongono di mettere un punto; a dispetto delle forti emozioni qualcosa ostacola la possibilità di realizzare un domani. Quindi ci ritroviamo di nuovo soli con la necessità di ricominciare a rinascere, rialzarci, ricostruirci, di nuovo.

Come mai è così complesso raggiungere un’armonia stabile con qualcuno?

Per quale motivo ci troviamo costantemente a doverci reinventare un’esistenza solitaria a causa dell’incapacità di incontrare la persona che voglia fermarsi con noi?

È solo una casualità oppure c’è un motivo a queste perdite?

Forse il messaggio che stiamo ricevendo dalle forze naturali dell’esistenza, quelle che vanno oltre la nostra consapevolezza immediata, è che l’equilibrio che tanto cerchiamo di raggiungere non debba essere subordinato alla presenza di chi ci completi bensì vada rintracciato all’interno di noi, perché l’armonia del nostro essere deve esistere a prescindere da qualcuno di esterno, perché sarà proprio lei, l’armonia, a sostenerci e a mantenerci in equilibrio quando la mancanza di un altro ci farà vacillare. E a quel punto saremo in grado di accogliere ritorni, allontanamenti, nuovi incontri in modo più cosciente, più equilibrato, più solidamente maturo, poiché sapremo chi siamo a prescindere da chiunque arrivi o se ne vada.

A quel punto avremo scoperto che la nostra armonia è l’equilibrio che tanto abbiamo cercato e che possiamo trovare solo all’interno di quei nuovi noi che, proprio grazie agli eventi che si sono susseguiti e che abbiamo superato, siamo diventati nel presente dentro il quale ci troviamo oggi.

 

 

Marta Lock

 

 

 

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