Tra sole e nebbia

In alcuni momenti tutto appare chiaro… ma siamo confusi e indecisi noi… in altri pur avendo scoperto cosa vogliamo… tutto il resto sembra essere confuso… così ci sediamo e aspettiamo che i due momenti coincidano…

Quante volte ci siamo resi conto di non sapere cosa volevamo?

In quante innumerevoli occasioni abbiamo scelto di esitare o di rinunciare a qualcosa perché ci trovavamo in una fase in cui, al contrario, non ci sentivamo sicuri di ciò di cui avevamo bisogno?

Perché a posteriori ci siamo invece trovati a rimpiangerla quella scelta?

Come mai poi, le cose che ci interessano sembrano sempre arrivare nel momento più sbagliato mentre in quello in cui saremmo in grado di riconoscerle e di accoglierle, smettono di giungere?

Nel corso degli anni abbiamo appreso quanto il percorso di vita può essere complicato e mutevole, al punto di farci sentire a volte praticamente dentro l’occhio di un ciclone esistenziale che scardina ogni convinzione e ogni certezza e ci lascia confusi a dover rivedere tutti i nostri punti fermi. Magari questi sconvolgimenti di vita, di sentimenti e di interrelazioni, avvengono proprio dopo una lunga fase nella quale eravamo sicuri di tutto ciò che volevamo e di cui avevamo bisogno, lasciandoci così fortemente disorientati e con numerose domande alle quali, spesso, non riusciamo a trovare subito una risposta. In una fase tanto incerta è quasi matematico, perché il destino si diverte a essere beffardo e a prendersi gioco di noi in alcuni casi, che ci si presentino occasioni e persone che sarebbero perfette per darci ciò che vogliamo, che riuscirebbero a darci quell’equilibrio che cerchiamo senza saperlo, e che hanno tutto ciò di cui abbiamo bisogno per sentirci completi, appagati, sereni.

Il problema è che in quella fase in cui le cose sembrano pioverci dal cielo come guidate da una forza superiore, noi ci sentiamo talmente instabili, confusi, frastornati e perplessi sulla direzione da prendere, da non essere in grado di accoglierle anzi, molto spesso ce ne sentiamo spaventati e tendiamo a optare per la via che in quel momento ci appare la più semplice, e cioè la fuga. Da un lato perché non riusciamo a prenderci la responsabilità di far entrare qualcosa o qualcuno nella nostra vita sapendo di non sapere ciò che davvero vogliamo, dall’altro di fatto non possiamo farci fermare nella ricerca proprio nella fase in cui sentiamo maggiormente il bisogno di continuare a esplorare la nostra interiorità così come ciò che abbiamo intorno. Poi, dopo tanto camminare, dubitare, interrogarci, giungiamo al gradino successivo, quello in cui ci sembra di aver compreso, di avere ben chiaro ciò che desideriamo, ciò che vorremmo facesse parte della nostra vita, ciò che ci manca per sentirci completi.

Tuttavia per il gioco ironico di quel destino beffardo che abbiamo già avuto modo di conoscere, quel momento di estrema e luminosa chiarezza sembra essere accompagnata inevitabilmente dall’impossibilità di imbatterci in ciò che cerchiamo, al contrario invece ci troviamo in situazioni nelle quali ormai sappiamo che non vogliamo più entrare, perché non adatte a noi, perché inadeguate rispetto alla raggiunta consapevolezza di ciò che ci serve per credere di essere felici. Eccoci quindi a muoverci, noi che ora sappiamo perfettamente dove vorremmo andare e di cosa necessitiamo per inseguire il nostro sogno – che sia emotivo, personale o pratico -, all’interno della nebbia confusa di ciò che ci gira intorno e che sembra non voler in alcun modo corrispondere alle nostre esigenze né soddisfare le consapevoli aspettative.

A quel punto, un po’ rassegnati all’evidenza di una tempistica disallineata alla fase di chiarezza che viviamo, un po’ incerti che forse se tutto ciò di cui abbiamo bisogno e che sappiamo essere giusto non arriva probabilmente è perché poco più avanti, dietro l’angolo del tempo che in quel momento ci sembra lunghissimo, c’è qualcosa di superiore alle nostre esigenze, qualcosa il cui arrivo ci ripagherà del tempo dell’attesa. Così ci sediamo e aspettiamo, pazienti e consapevoli, che la nostra chiarezza si trasformi in armonica dissolvenza della nebbia e che i momenti, quello interno e quello esterno, coincidano per far sorgere quel sole che aspettiamo.

 

 

Marta Lock

 

 

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