Senza un briciolo di testa

Il limite più grande della ragione… è di non riuscire mai in alcun modo… a dare un senso a un’emozione…

Quante volte abbiamo detto a noi stessi che non ci saremmo trovati più in una determinata situazione?

E quante, innumerevoli altre, abbiamo affermato di non voler ripetere il medesimo errore o di non voler avere a che fare con qualcuno?

Come mai invece ci troviamo molto spesso a imbatterci esattamente nelle circostanze che avevamo deciso di voler evitare o a ritornare dalle persone che avevamo deciso di allontanare?

Eppure nel momento di lucidità, nel procedimento razionale che ci conduce su quel filo logico determinante a prendere una decisione, a compiere una scelta, avevamo snocciolato a fondo le questioni, avevamo analizzato i pro e i contro ed eravamo giunti all’inevitabile conclusione. Ciò nonostante in alcune occasioni ci siamo trovati davanti a eventi talmente casuali, quanto in fondo determinati da un fato superiore, da aver necessariamente dovuto rivedere le decisioni prese, rivalutare la possibilità di riaprire una porta precedentemente chiusa, prendere in considerazione l’opzione di tornare sui nostri passi. Anche se apparentemente la nuova presa di posizione appare completamente opposta alla precedente, anche se il nuovo punto di vista non ha niente di logico, né di ragionevolmente opportuno, anche se forse non sappiamo neanche noi perché stiamo cambiando idea.

Tutto sembra essere annebbiato, ogni cosa perde il criterio che la ragione gli aveva tanto accuratamente attribuito, ogni scelta non ha più senso se guardata con gli occhi di quell’emozione che sembra essere arrivata per sconvolgere gli equilibri, per scardinare le certezze acquisite e per scombinare l’ordine delle cose. Non possiamo però negare che quella nuova scelta, apparentemente irrazionale, sicuramente incoerente, ci appare come l’unica davvero giusta, quella che potenzialmente può renderci molto più felici di quanto non lo fossimo prima, quando la mente aveva preso il sopravvento sull’emozione. Certo, fare i conti con un’incoerenza che non ci appartiene non è cosa semplice, quelli di noi che basano tutto sulla logicità si trovano a dir poco disorientati quando si sentono in balìa di qualunque cosa non possa essere spiegata, analizzata, esaminata al microscopio dell’emisfero sinistro del cervello. Ma anche il soggetto più iper-razionale non può fare a meno di arrendersi a ciò che chiede prepotentemente di essere protagonista, a ciò che non può essere tenuto a bada in alcun modo se non arrendendosi alla sua forza dominante.

Dunque dobbiamo necessariamente ammettere che nonostante il percorso di maturazione personale ci abbia resi individui molto più equilibrati rispetto alle irruenze giovanili, malgrado siamo perfettamente capaci, ormai, di avere il controllo della nostra esistenza e delle nostre scelte legate al campo professionale, e a dispetto della consapevolezza di dover proteggere un’interiorità a volte troppo profonda per poter affiorare ed esporsi, esiste un ambito nel quale tutto è relativo, incerto, imprevedibile e ingovernabile, quello delle emozioni.

E che tutto quel senso che abbiamo cercato di dare con la forza della nostra logica, quelle decisioni prese in modo netto con la forza della mente, davanti a una sensazione forte e irresistibile, in un terreno in cui è vero tutto e poi di colpo lo è il contrario di tutto, quel senso dicevo viene messo in discussione, perché tutto ciò che ci tocca l’anima, un senso non ce l’ha.

 

 

Marta Lock

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