Quel tram che chiamiamo vita

La vita in fondo è la somma di tanti momenti e di tanti incontri… che solo in alcuni casi rimangono per farne parte… tutto il resto è esperienza…

Quante volte ci siamo ritrovati da soli a domandarci il perché di un incontro?

Come mai se qualcosa doveva avere una durata breve e limitata nel tempo, è comunque entrato prepotentemente nel nostro cammino destabilizzando l’ordine che avevamo pazientemente e tenacemente costruito?

In quante occasioni ci è sembrato di capitare al momento sbagliato all’interno della vita della persona giusta, o viceversa?

Queste considerazioni ci conducono a volte a sentirci vittime delle circostanze, di un destino avverso che sembra voler ostacolare la nostra ricerca della felicità, oppure al contrario, sembra mettersi di impegno a volercela togliere quella felicità, laddove ci era sembrato di averla raggiunta. In quei momenti strani, di introspezione o di tentativo di comprendere gli eventi, abbiamo la sensazione di aver subìto un’ingiustizia, proprio perché non dovevamo incontrare quella determinata persona che ci sembra quella perfetta per noi, in un momento tanto inopportuno per il suo percorso; in altri casi, pur comprendendo di essere in procinto di rinunciare a ciò che potrebbe davvero farci raggiungere la serenità che ci manca, non riusciamo a pensare di fermare la nostra ricerca, perché non ci sentiamo pronti, perché in fondo vogliamo qualcosa di più.

Dunque continuiamo a uscire ed entrare dalle porte del tram della vita conoscendo e incontrando una quantità considerevole di persone, alcune delle quali pur essendo scese alla prima fermata, sono state capaci di lasciare un segno, di comunicarci un messaggio profondo e incisivo che rimarrà per sempre nella nostra memoria. Poi ve ne sono state altre che hanno percorso una grande parte del loro viaggio con noi, ed eravamo davvero convinti che sarebbero rimaste per sempre eppure a un certo punto, più o meno repentinamente, si è cominciato a definire un distacco che ha costituito l’inizio della fine. Tuttavia non possiamo non ammettere che ognuna di loro, in qualche modo, sia stata fondamentale a definire la nostra personalità, la nostra maturazione interiore, che è alla base della struttura delle persone che siamo diventate. Quei percorsi, quella quantità considerevole di persone hanno segnato il nostro percorso, ci hanno fatti ridere, gioire, soffrire e insegnato a ricominciare anche quando il sogno si è infranto, anche quando ci siamo rammaricati e chiesti perché il per sempre nel quale molti vivono, a noi sembra costantemente sfuggire.

Se non avessimo intrapreso quei percorsi, se non avessimo incrociato nel nostro cammino persone che, nel bene o nel male, ci hanno lasciato insegnamenti importanti, sensazioni ed emozioni differenti che non avremmo mai conosciuto, non avremmo compiuto quel passo all’interno della nostra esistenza che ne ha determinati molti altri successivi; se non avessimo fatto scelte sbagliate non avremmo saputo dirigerci verso quelle più giuste per noi, quelle che solo in virtù dell’esperienza fatta abbiamo scoperto essere le più adeguate a noi; se non avessimo sperimentato la capacità di riprenderci anche da un distacco emotivo, non avremmo compreso la forza interiore che ci ha sollevati e la consapevolezza del dover accettare ciò che è accaduto come parte del nostro cammino che, in ogni caso, ci ha lasciato emozioni intense e ricordi indissolubili.

Solo attraverso questo punto di vista possiamo comprendere che non importa quanto tempo possa durare il cammino insieme a qualcuno, e se non è per sempre questo non lo rende certo meno intenso e importante, ciò che importa è che la sua presenza sia stata importante nella nostra vita e abbia determinato un passo in avanti verso il perpetuo movimento di conoscenza di noi dentro il quale il tram della vita ci conduce, fermata dopo fermata.

 

 

Marta Lock

 

 

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