Il lato positivo

Il modo in cui guardiamo le cose… segna il passo del modo… in cui viviamo la vita…

Effettuando un percorso a ritroso sugli avvenimenti che si sono susseguiti nella nostra esistenza più o meno recente, non possiamo non ammettere di aver attraversavo varie fasi durante le quali ha prevalso una visione più negativa mentre in altre è stata predominante quella positiva. Ed è altrettanto innegabile l’evidenza che dall’atteggiamento che avevamo verso ciò che stava accadendo, molto spesso è dipeso il successo o l’insuccesso conseguito, o quanto meno, cosa certamente di non poca importanza, è stata diversa la capacità di accettazione di un non successo. Queste valutazioni ci sono necessarie per comprendere non solo noi stessi ma anche la nostra vera natura e poter lavorare su quella per essere in grado di migliorare il presente che viviamo e il futuro di cui stiamo costruendo le basi.

Nei momenti nei quali eravamo sintonizzati su una modalità più negativa, tutti gli eventi che si verificavano sembravano avvicendarsi per aggiungere difficoltà alle difficoltà e accrescere la fatica con la quale cercavamo di uscire da un periodo buio senza riuscire a vedere la luce; a volte abbiamo avuto la sensazione di essere finiti tra le sabbie mobili che continuavano a tirarci verso il basso mentre noi tentavamo con tutte le forze di risalire. In quella fase non eravamo capaci di vedere un ramo di sostegno neanche se lo avessimo avuto davanti agli occhi perché ciò su cui più ci concentravamo era di non andare più giù, anziché valutare che non eravamo completamente stati inghiottiti e dunque avevamo la possibilità di afferrare ogni singolo e minimo appiglio per trovare una via d’uscita.

Poi è accaduto qualcosa, un episodio particolare, un evento inatteso, che ci si è posizionato talmente davanti agli occhi che sarebbe stato impossibile non vedere, a meno di non preferire restare nel fondo a piangerci addosso per ciò che stavamo passando, e abbiamo compreso che quella era proprio la luce che stavamo aspettando. Da quell’episodio in avanti ci si è svelata un’altra realtà, cioè quella altrettanto innegabile che a ogni problema corrisponde una soluzione, che l’atteggiamento positivo genera una serie di circostanze che sembrano giungere per migliorare gradualmente la nostra vita.

È proprio così che funziona?

Sono le cose ad accadere sulla base del nostro voler restare positivi, oppure è l’esserlo che ci permette di vedere ciò che voltandoci verso la negatività non riusciremmo a cogliere?

Siamo noi a determinare l’andamento delle cose oppure è solo il nostro punto di vista che è capace di modificare la realtà?

Senza ombra di dubbio la mente umana è un luogo ancora quasi del tutto inesplorato, ed è sicuramente in grado di generare e attrarre a noi una delle tante realtà possibili, che variano in base alla nostra personalità e ai nostri atteggiamenti nei confronti della vita; studi scientifici ed esistenziali hanno scoperto e verificato quanto la mente quantica, possano determinare il successo nella nostra vita, quanto uno spostamento di energia sia in grado di invertire completamente una tendenza. Eppure la maggior parte delle persone continua a credere in una casualità che molto spesso può essere completamente invertita e stravolta semplicemente osservando la realtà da un’angolazione differente, vedendo opportunità invece di vedere ostacoli, guardando le barriere come un modo per misurarsi con se stessi e crescere anziché fermarsi e desistere.

È questo che fa la differenza nel modo in si sviluppa la nostra esistenza, è questo modo di vedere le cose che è capace di modificare il nostro mondo e renderci consapevoli che possiamo essere noi a scegliere l’andamento degli eventi, siamo noi a poter volgere tutto a nostro vantaggio guardando la soluzione che viene subito dopo l’impedimento, scorgendo la piccola luce anche quando siamo nell’ombra e su quella concentrare le nostre energie che, magicamente, cominciano a cambiare.

 

Marta Lock

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