Tutta colpa del destino?

Molto spesso ciò che vorremmo… non coincide con ciò che siamo pronti ad avere… e così continuiamo istintivamente a cercare… dove sappiamo di non trovarlo…

Nelle vicende sentimentali molto spesso tendiamo a vedere gli eventi in modo molto meno chiaro rispetto a quelle del campo pratico, questo è dovuto all’innegabile realtà che le emozioni confondono la lucidità e la capacità di prendere atto e analizzare ciò che accade. Dunque procediamo su un terreno instabile che a volte ci lascia disillusi e certi di non voler ripetere un’esperienza che si è rivelata inadatta al nostro percorso oppure dannosa per l’equilibrio che abbiamo bisogno di raggiungere. In virtù dei nostri timori assumiamo un atteggiamento di difesa rispetto alle persone che incontriamo, erigiamo una barriera che ci tuteli nell’esperienza successiva e ci impedisca di sentirci come, nostro malgrado, ci siamo sentiti nel recente passato; in alcuni casi addirittura giungiamo persino al rifiuto di un coinvolgimento emotivo perché ci convinciamo che sia l’unico modo per mantenere la lucidità mentale necessaria a non lasciarci distrarre da altri obiettivi, che facciamo diventare prioritari e più importanti.

Tuttavia, trascorso un ragionevole periodo di tempo, cominciamo a guardarci intorno e notiamo che invece altri accanto a noi, le persone che ruotano intorno alla nostra vita, i nostri amici, i conoscenti, hanno trovato la propria stabilità all’interno di una relazione che li completa, che li fa sorridere e che li rasserena, mentre noi siamo ancora lì, da soli, a inseguire altri risultati di tipo prativo che di punto in bianco scopriamo che non ci appagano poi così tanto come avremmo immaginato. Eppure c’è una parte di noi che ancora è legata al ricordo di ciò che stato, a quel punto di partenza dal quale abbiamo deciso di alzare una coltre protettiva e dietro la quale abbiamo buttato la polvere magica di un’interiorità che non poteva più rischiare di mettersi in gioco, di essere di nuovo ferita; nonostante questo legame ancora forte con la razionalità, non possiamo non ammettere che forse, con l’esperienza del passato, potremmo essere più consapevoli nella scelta del qualcuno che desideriamo avere accanto, forse potremmo smettere di difenderci e cominciare a pensare di far entrare nella nostra vita qualcosa che coinvolga i nostri sentimenti.

A quel punto ci confrontiamo con lo strano destino che sembra ostinarsi a non volerci dare ciò di cui sentiamo di aver bisogno, sembra divertirsi a farci imbattere continuamente nelle persone sbagliate, che non sono pronte a legarsi o che non si trovano nella possibilità di farlo; e noi ci sentiamo intrappolati dentro quello stesso destino, dentro quelle circostanze che non volgono mai a nostro favore, non ci conducono mai nel sentiero migliore per farci raggiungere la nostra destinazione.

Perché nel momento in cui siamo convinti di aver finalmente capito cosa vogliamo, diventa impossibile raggiungerlo?

Come mai, malgrado la nostra consapevole intenzione di voler mettere un punto al nostro percorso in solitaria, non riusciamo a fare l’incontro che tanto desideriamo?

È davvero tutta colpa del destino?

Nelle fasi di passaggio, quelle durante le quali abbiamo compreso razionalmente ciò che vorremmo, può capitare di vivere un momento di interregno, a volte piuttosto lungo, in cui, di fatto, la nostra emotività non ha maturato il medesimo percorso della mente, non è ancora pronta, malgrado il ragionamento ci abbia indotti ad ammettere che è giunto il momento di smettere di scappare. Ecco perché sembriamo essere calamitati verso persone inadatte, a loro volta non pronte, sfuggenti o completamente opposte a quelle che sapremmo essere più complementari a noi, perché la nostra risposta istintiva è quella di mettere un freno alla ragione e di aspettare ancora un po’, perché l’intuito sa che non siamo ancora passati alla fase successiva, quella che ci vedrà fermare la nostra ricerca, accogliere nella nostra vita il mare calmo di una condivisione totale che al momento non saremmo in grado di dare.

Ecco perché continuiamo a cercare in luoghi e dentro sensazioni che sappiamo non essere quelli in cui troveremo la stabilità che darà compimento al nostro cammino… l’istinto sa che non è ancora il tempo giusto. E non è il destino a metterci sulla strada sbagliata, siamo noi a non essere emotivamente maturi ed equilibrati per poterci interfacciare in modo completo con il qualcuno che resterà.

 

 

Marta Lock

 

 

 

 

COMMENTS

  • Antonio Guerino fonzar

    Ottimo per un buon inizio di settimana. Penso: Il destino “può” esistere fintanto che possiamo dargli l’opportunità di esprimersi e lasciare che il grande angelo apra le nostre vie; spirituale e sentimentale. Bellissimo il tuo testo.

Leave a Comment