Una volta ancora

Alcuni momenti non andrebbero ripetuti… perché cercare di riviverli potrebbe offuscare il bel ricordo… che ne avevamo avuto…

Esistono circostanze, che spesso chiamiamo coincidenze ma che in fondo sono eventi solo apparentemente casuali, le quali hanno il potere di modificare il punto di vista e le considerazioni del momento esatto in cui si sono verificate. Può essere che ci trovassimo in una fase di demoralizzazione o di disillusione, o di rifiuto a causa di qualche evento precedente che ci aveva tolto l’entusiasmo di credere che qualcosa di piacevole potesse tornare a succedere, o ancora semplicemente eravamo in una fase in cui pensando completamente ad altro non eravamo predisposti a lasciar entrare quel nuovo che invece ci siamo trovati davanti. Nonostante la nostra distrazione verso ciò che ci stava accadendo intorno, l’obiettivo del destino aveva focalizzato la nostra attenzione su un punto specifico, come se una luce teatrale si fosse diretta su quel determinato attore protagonista mettendocelo in evidenza.

In quel momento tutti i pensieri precedenti si sono dissolti perché l’universo ci stava mettendo davanti a qualcosa di bello che sembrava esserci stato regalato per contraddire le convinzioni che niente di nuovo potesse accadere. Dunque non abbiamo potuto fare a meno di vivere quella magia, perché in fondo sapevamo di non poter, né voler rinunciare a quello che ci appariva come un regalo della vita, un frammento di perfezione che sembrava esserci piovuto dal cielo. Non ci importava se il tempo per vivere quell’attimo sarebbe stato breve, abbiamo scelto di prendere a piene mani ciò che c’era nel momento e che ci ha indotti a credere, di nuovo, che tutto fosse possibile. Sapevamo che di lì a poco le circostanze ci avrebbero portati ad allontanarci da quell’emozione, eravamo consapevoli che tutto ha una durata limitata nel tempo, eppure la scia di ciò che per un breve momento è stato vissuto ha accompagnato i giorni seguenti, lasciandoci la piacevole sensazione di voler continuare a sorridere… e di sperare che ciò che doveva avere una fine potesse in realtà anche non averla.

Perché in fondo non possiamo pensare che per una volta le cose siano differenti?

Chi ci dice che quel fascio di luce che aveva catturato la nostra attenzione non sia stato messo lì per dirci che tutto può essere diverso da come avevamo sempre creduto?

Come mai, se davvero l’episodio doveva essere circoscritto a un luogo e a un momento, continuiamo a sentire il desiderio di ripetere ancora quel frammento di tempo?

Sia noi che l’altro protagonista di quel particolare evento abbiamo manifestato il desiderio di creare nuove circostanze che ci permettessero di incontrarci di nuovo, per dare seguito a quel qualcosa di coinvolgente a cui non riuscivamo a smettere di pensare, perché ci aveva lasciato in bocca il sapore delle cose semplici, perché ci aveva avvolti della naturalezza per una reciprocità che desideravamo continuare a sentire, a vivere. Così abbiamo pianificato un nuovo incontro, lo abbiamo aspettato con entusiasmo e contato i giorni che ci separavano dalla possibilità di dare un seguito a quell’incontro perfetto. Poi però nel rivedersi ci siamo subito resi conto che quella magia il cui ricordo ci aveva a lungo accompagnati, si era affievolita, che l’atteggiamento dell’altro era leggermente differente da come ci raccontava la nostra memoria, che l’incontro non era così entusiasmante come il primo attimo in cui gli sguardi si erano incrociati. Può succedere che, andando avanti nel tempo da trascorrere insieme, ci rendiamo conto di non avere poi così tanto in comune e che anzi, molti atteggiamenti e modi di pensare divergano in modo tanto evidente da infastidirci.

Da quel giorno abbiamo capito che alcune circostanze, alcuni eventi che nel momento in cui si verificano ci appaiono elettrizzanti e meravigliosi, sono destinati a restare legati solo a quell’attimo, perché la loro funzione era quella di distrarci dai nostri pensieri, di regalarci un frammento piacevole e di aprirci alle infinite possibilità della vita. A quel punto comprendiamo che non tutto può durare o ripetersi uguale o migliore di prima, alcune cose vanno lasciate nel bel ricordo che ne abbiamo avuto, perché non possono darci più di quello.

 

 

Marta Lock

 

 

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