Non gioco più

Alcune persone sfuggono… credendo di rendersi più interessanti… mentre in realtà sono solo persone che sfuggono… e così l’interesse decade…

Le dinamiche contemporanee delle relazioni interpersonali sono incredibilmente complicate quanto in fondo ormai prevedibili e facilmente decifrabili; tuttavia nel momento in cui ci troviamo imbrigliati all’interno di rapporti, spesso decisamente simili ai nostri precedenti proprio per la naturale tendenza a reiterare i medesimi meccanismi e ad andare verso somiglianti tipologie di persone, facciamo decisamente fatica a essere lucidi e vedere le cose dal più equilibrato punto di vista. Questo tanto più se apparteniamo a quella categoria di individui che hanno seguito, ed effettuato, un significativo percorso di crescita interiore conducendoci a consapevolezze che hanno reso il nostro comportamento molto più solido e maturo rispetto alle esperienze precedenti. Tuttavia non riusciamo a resistere al particolare magnetismo che ci induce ad avvicinarci a quel genere di persone dalle quali, nei percorsi antecedenti, avevamo deciso di allontanarci perché ci eravamo resi conto che il loro atteggiamento non ci dava ciò di cui necessitavamo, non ci faceva sentire felici.

Eppure sappiamo perfettamente cosa dover evitare, quali siano i campanelli che dovrebbero far alzare le nostre antenne, ma non riusciamo a non perpetuare quelle dinamiche emotive e relazionali che fanno parte di noi in fondo, o che vorremmo essere capaci, prima o poi, di riuscire a modificare per ottenere dall’altro che tanto ci piace quel cambiamento che sia in grado di darci la serenità che desideriamo. Dunque sostanzialmente tendiamo ad applicare, inconsapevolmente, la semplicistica legge degli opposti per la quale chi tende per carattere a inseguire, o a restare, viene misteriosamente e pericolosamente attratto da chi invece fugge. Queste dinamiche funzionano in età immatura, quando il corteggiamento è un gioco, quando in fondo non abbiamo ben compreso cosa vogliamo davvero da una persona che ci stia accanto, e quando l’inesperienza ci fa cadere nella rete del fuggitivo per il fascino del mistero che esercita. Crescendo però tutti, i restanti quanto i fuggitivi, dovrebbero assumere un comportamento più serio nei confronti dei rapporti con gli altri, più rispettoso e attento alle conseguenze di alcune azioni, di determinati silenzi, di un certo modo di fare.

In realtà, nonostante la fiducia nella capacità di maturazione e della naturale attitudine al cambiamento di ogni essere umano, ci troviamo a scontrarci con gli stessi atteggiamenti che vediamo mettere in atto ormai da decenni; nel momento in cui, da adulti, ci troviamo faccia a faccia con la tipologia del fuggitivo, che ormai è piuttosto evidente che reiteri perché crede fermamente di far nascere intorno a sé maggiore interesse, tendiamo a irrigidirci e a non farci coinvolgere nel suo elastico di ritirate e ritorni. Valutare l’altro fin da subito però è un po’ più difficile poiché laddove noi abbiamo sviluppato un atteggiamento maturo nei confronti delle persone e della vita, questi personaggi hanno invece affinato la loro tecnica rivelandola poco a poco, fino a coinvolgerci e poi, secondo il loro progetto, poter cominciare al giochino in cui si sentono vincenti. Nonostante il coinvolgimento sia andato oltre riusciamo comunque a prendere in mano le nostre emozioni e razionalizzare il comportamento dell’altro, riflettendo lucidamente su cosa fare per evitare di assecondare il suo gioco e fare la scelta migliore per noi stessi.

Perché una persona adulta e matura, almeno anagraficamente, dovrebbe ricorrere a stratagemmi e strategie per mantenere vivo l’interesse di un altro?

Cos’è che gli fa preferire giocare a nascondersi piuttosto che dare vita a una relazione basata sul rispetto e sulla fiducia?

Davanti a un certo tipo di persone che in precedenza tanto ci avevano attratti, realizziamo di non aver alcun interesse per chi sente la necessità di affascinarci con il non dialogo, con il non detto, con le circostanze desiderate ma mai vissute a causa di quelle fughe che decide di mettere in atto. Allo stesso modo tutta l’attrazione che potevamo sentire per una personalità misteriosa e da scoprire, decade nell’istante in cui ci rendiamo conto di trovarci faccia a faccia con un individuo che ha ancora troppa strada da fare prima di raggiungere la maturità relazionale.

E così l’interesse nato in precedenza si spegne proprio di fronte a quelle fughe che, secondo l’altro, avrebbero dovuto accendere il nostro interesse e permettergli di conquistarci.

 

 

Marta Lock

 

 

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