Navigando verso domani

L’indefinito tempo sospeso tra ciò che è stato… e ciò che è in procinto di essere… può essere il terreno fertile in cui tutto accade…

Molto spesso ci ritroviamo disorientati e destabilizzati ad affrontare una fase che appare confusa, statica, imprigionante all’interno di schemi ripetitivi da cui, nonostante gli sforzi di comprendere quali ne siano le cause, non riusciamo a tirarci fuori. Addirittura abbiamo la sensazione di trovarci all’interno di una scatola senza tempo dove le azioni vengono ripetute come un’eco senza che conducano mai a nulla di diverso dal giorno precedente. La sensazione si acuisce nel caso in cui stiamo tentando di superare un ostacolo, una situazione chiusa nel nostro recente passato di cui però ci portiamo dentro profonde cicatrici che non riescono a risanarsi completamente; il tempo che necessitiamo per prendere atto delle innumerevoli sfumature degli eventi, per lasciar andare quelle strisce di ricordi che continuano ad affiorare nella nostra mente, sembra interminabile ma fondamentale per essere pienamente consapevoli di quanto accaduto e per assumerci la nostra parte di responsabilità.

Certo, sappiamo che la decisione era quella giusta, perché se siamo arrivati anche solo a desiderare di allontanarci da qualcuno o da qualcosa evidentemente non ci sentivamo bene in quei panni, non riuscivamo più a restare all’interno di un mondo in cui non eravamo noi, quanto meno non i noi verso cui tendiamo, quelli che sentiamo di dover essere per raggiungere un fondamentale equilibrio, per afferrare quella fetta di felicità a cui sappiamo di avere diritto. Dunque restiamo fedeli alla scelta compiuta e accogliamo le conseguenze, quel senso di solitudine, quello smarrimento, quel grande spazio vuoto che, nel momento attuale, non riusciamo a riempire proprio in virtù di quella necessità di lasciare che i colpi di coda della situazione terminata smettano di essere tanto presenti nella nostra nuova esistenza. Una volta recuperato il desiderato equilibrio, quando il pensiero non torna tanto costantemente verso ciò che è stato e quando ci sentiamo pronti ad accogliere il bello che sta per raggiungerci proprio in virtù di quell’apertura verso gli eventi che sentiamo, finalmente, di avere, sembra stendersi davanti a noi quel tappeto di tempo immobile che ci impedisce di giungere al domani che tanto aspettiamo.

Perché in alcuni momenti tutto sembra essere fermo, nonostante il nostro forte desiderio di voltare pagina per leggere un nuovo capitolo della nostra vita?

Come mai ciò che aspettiamo e desideriamo, e malgrado i nostri sforzi per trovare la direzione giusta, il tempo ci imprigiona immobili nella realtà attuale che consideriamo come provvisoria?

Quando terminerà quella lunga attesa di un dopo che consideriamo come l’obiettivo primario?

In realtà la nostra impazienza ci fa dimenticare che tutto ha bisogno del suo tempo per accadere, che molto spesso ciò a cui ci sentiamo pronti potrebbe non arrivare nella forma in cui ce lo aspettiamo solo perché in passato lo abbiamo conosciuto in un solo modo; e altrettanto di frequente capita che, troppo presi a guardare verso quel futuro radioso che attendiamo con ansia, dimentichiamo di vivere e osservare il presente che potrebbe nascondere il preludio di qualcosa di molto migliore di come lo sogniamo. È in quello spazio apparentemente immobile che tutto inizia invece a muoversi, mettendo in atto il meccanismo di causa ed effetto che ci farà raggiungere, da un momento all’altro, tutto ciò che avevamo sempre desiderato pur ricercandolo in luoghi, persone ed eventi non adatti a noi, forse perché avevamo bisogno di raggiungere una maggiore consapevolezza, o forse solo perché spesso è necessario stare fermi e aspettare, prima di riuscire a capire che ciò che sogniamo può anche arrivare con una modalità diversa, inaspettata, ma non meno intensa.

E, a quel punto, capiremo che quella terra di mezzo, quel tempo sospeso, nascondeva l’essenza di tutto ciò che cercavamo e che, lentamente e proprio in virtù di quella lunga sosta, è riuscito a raggiungerci.

 

Marta Lock

 

 

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