Vivi davvero

La vita è tutta una questione di attimi… quelli che abbiamo perduto… quelli che abbiamo vissuto… e quelli in cui comprendiamo… che la vita è solo un attimo…

Quante volte ci siamo sentiti dire che ad altre cose avremmo pensato dopo?

In quante occasioni abbiamo lasciato andare opportunità ritenendo di avere tutto il tempo di occuparcene quando ci saremmo sentiti più propensi ad affrontare un determinato argomento?

Come mai è tanto difficile comprendere che in fondo la vita è nel momento presente?

La società contemporanea ci induce a proiettarci in un futuro in continuo divenire, a rincorrere obiettivi che si susseguono dandoci la sensazione che il tempo si dilati all’infinito sulla base di tutto ciò che desideriamo ottenere inducendoci spesso a rinunciare a qualcosa che si pone nel nostro percorso in una fase in cui siamo proiettati verso altro. Questa tendenza verso un tempo indefinito, verso possibilità che si continuano ad aprire davanti a noi facendoci perdere il contatto con il trascorrere di quel tempo che quasi esigiamo si estenda a nostro piacimento, ci impediscono di prendere atto di quanto in fondo l’esistenza sia una somma di attimi unici e irripetibili che potrebbero non tornare mai più o potremmo trovarci davanti all’evidenza che in realtà quel tempo che credevamo indeterminatamente lungo, all’improvviso può avere un termine. Eccoci quindi alle prese con ricordi di circostanze in cui avevamo scelto di metterci in gioco e che poi, per l’andamento naturale della vita, hanno avuto un termine ma di fatto costituiscono quel puzzle emotivo di una personalità sfaccettata che ha bisogno del confronto e di mettersi in discussione per evolvere.

In altrettanti casi non riusciamo a smettere di pensare a quell’occasione, quella particolare possibilità che abbiamo lasciato andare, sottovalutandola o credendo che avremmo potuto tornarci sopra un po’ più avanti, quando il momento sarebbe stato più propizio, o quando ci saremmo sentiti pronti a occuparci di ciò che, nel momento in cui ha incrociato il nostro cammino, sembrava essere un ostacolo all’obiettivo principale. Eppure c’è qualcosa di quella rinuncia che tende a riportarci alla mente la scelta mancata, l’opzione accantonata, come se il nostro inconscio avesse intuito l’importanza che avrebbe potuto rivestire nella nostra esistenza se solo avessimo deciso di accoglierla perché, e questo lo abbiamo scoperto a posteriori, non abbiamo potuto averla quella seconda opportunità che eravamo certi di poter afferrare poi. A quel punto ci troviamo dentro il rimpianto del non vissuto che genera una sottile inquietudine davanti alla considerazione che quell’attimo che abbiamo lasciato andare avrebbe potuto essere importante, duraturo o no lo avrebbe deciso solo il tempo, ma in ogni caso avrebbe potuto lasciare un segno nel nostro cammino e contribuire ad aprirci verso una conoscenza più profonda di noi stessi.

Nella fase successiva a questa introspezione ci sentiamo più aperti alle opzioni e alle possibilità che continuamente ci si presentano davanti, e siamo molto più attenti all’intensità delle sensazioni che ci avvolgono in presenza di qualcosa piuttosto che di qualcos’altro; così memori della passata incapacità di dare valore a un’opzione, siamo più vigli, più veloci e interessati a fargli spazio nella nostra dinamica e accelerata vita, più predisposti a non credere che avremmo tempo per fare tutto ciò che riteniamo giusto sacrificare in nome di un obiettivo più importante e prioritario da perseguire. Perché a quel punto avremo perfettamente chiara la fugacità di ogni evento, la coscienza che tutto ciò che lasciamo andare apparterrà a un passato impossibile da recuperare proprio a causa di un concatenamento di eventi che ci allontanano, o allontanano l’altra parte, da una momentanea congiunzione che può non avvenire mai più.

Quello sarà il momento in cui avremo perfettamente chiara l’importanza del momento presente, dell’adesso che non ritorna e che esige di essere vissuto e colto intensamente proprio perché irripetibile; sarà quello il momento in cui cominceremo a vivere davvero senza esitare, senza pensare al dopo, senza allontanare ciò che potrebbe renderci felici nel presente e che potrebbe costruire un inaspettatamente solido e appagante futuro.

 

 

 

Marta Lock

 

 

 

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