Scatola magica

Ciò che ci colpisce spesso non è il dettaglio… ciò che ci colpisce è un insieme… che consente a quel dettaglio di farsi notare…

Molto spesso ci troviamo a fare i conti con l’evidenza che alcune persone del nostro passato hanno costituito il giro di boa, la presa di coscienza riguardo a tutto ciò con cui non vogliamo, né riusciremmo, ad avere più a che fare; in particolar modo alcune caratteristiche di chi ha segnato quel percorso di autoconsapevolezza ci erano apparse talmente intollerabili o pesanti da sopportare da averci indotti a dichiarare a noi stessi di volerle evitare proprio per non ricadere nelle medesime dinamiche. La reazione, umana quanto a volte radicale, è quella di identificare o selezionare a volte gli altri sulla base di quei dettagli che vogliamo assolutamente tenere lontani dimenticando quanto sia impossibile che un solo particolare possa assimilare un individuo a un altro, proprio per le caratteristiche di unicità e singolarità che contraddistinguono ognuno di noi. Non sentiamo neanche il bisogno di sperimentare, nella fase di difesa, piuttosto tendiamo a chiuderci a ogni interrelazione non appena intravediamo quel singolo particolare che oscura tutto il resto dell’insieme.

Questo atteggiamento, sebbene comprensibile, ci conduce verso una generalizzazione non dovuta a un’inclinazione istintiva bensì a una barriera difensiva dietro la quale puntiamo a proteggere un’interiorità ancora destabilizzata dagli eventi precedenti e troppo incerta sul come affrontate il successivo approccio con una conoscenza, con qualcuno che susciti il nostro interesse; è molto facile, in quella fase, che le nostre attenzioni siano orientate verso individui completamente opposti ai precedenti, ostinandoci a navigare nel mare della convinzione che persone simili avranno comportamenti simili. Poi però, proprio da quelle persone tanto differenti verso le quali avevamo preferito avvicinarci hanno mostrato dettagli inattesi che a loro volta ci hanno allontanati confondendoci e costringendoci ad aggiungere quelle peculiarità alle precedenti che già avevamo escluso dalla nostra vita.

Come possiamo pensare di cancellare, come se si trattasse di una lista, tutte le caratteristiche con cui non vogliamo avere a che fare, prescindendo da tutto il resto della personalità di qualcuno?

Per quale motivo siamo convinti che la nostra felicità sia da ricercare dentro ciò che non abbiamo mai ancora conosciuto piuttosto che accettare di conoscere l’altro con tutti i pregi e i difetti che compongono il puzzle della sua unica personalità?

Quando abbasseremo le difese considerando il passato come una parte importante del nostro cammino che non deve però precludere il futuro?

Nel momento in cui riusciamo a recuperare il nostro equilibrio interiore ed emotivo, comprendiamo che un semplice dettaglio non è sufficiente a delineare un’intera personalità, che quel particolare che tanto ci aveva infastiditi in passato, se guardato all’interno di un contesto caratteriale più ampio e completo, potrebbe addirittura piacerci proprio perché parte di un insieme differente, risultato di un incastro inedito e unico che rende la persona del presente completamente altra da quella del passato. Ecco dunque che come in una scatola magica dentro cui guardare il sovrapporsi di immagini che si trasformano e cambiano in base al punto di osservazione, quel dettaglio da cui tanto eravamo fuggiti potrebbe invece trasformarsi in ciò che più apprezziamo della nuova conoscenza che abbiamo lasciato entrare nella nostra vita, perché circondato da una serie di altre caratteristiche e peculiarità che lo rendono una qualità anziché uno dei difetti da cui ci eravamo tenuti lontani.

E in quel momento scopriremo che in fondo la vita è costituita da una serie di incastri, di momenti e di caratteristiche che, seppur simili se presi singolarmente, nella loro totalità hanno il potere di renderci completamente discostanti da qualcuno quanto assolutamente complementari a qualcun altro.

 

 

Marta Lock

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