Prova a prendermi

Le persone che scappano di più… non sono quelle che vogliono essere inseguite… le persone che scappano di più… sono quelle che hanno bisogno di sentire di voler tornare… ancora e ancora…

Nel fitto groviglio di persone e di individui che incrociano la nostra esistenza come se essa stessa fosse una costante porta scorrevole dalla quale assistiamo a un via vai che da un lato ci rende confusi ma dall’altro ci stimola a proseguire l’affascinante cammino della vita, possiamo trovarci ad avere a che fare con qualcuno che mette sistematicamente in atto una dinamica di fuga in virtù della quale ci sentiamo destabilizzati e confusi. Eppure in qualche modo ce ne sentiamo affascinati, motivati a comprendere cosa si nasconda dietro quel loro atteggiamento, quell’esigenza di allontanarsi dopo essere venuti verso di noi; più ancora ciò che ci lascia sbalorditi è la successiva tendenza a tornare sui loro passi e riavvicinarsi di nuovo. Tutto ciò che tentiamo di domandare ci costringere ad assistere a un’abile slalom per evitare risposte dirette e concrete su un atteggiamento a cui forse loro stessi non sono in grado di dare un senso, non riescono ad ammettere con se stessi le motivazioni profonde che generano quelle fughe, tutto ciò che sanno è che fa parte del loro modo di essere.

Quest’alternanza tra momenti di presenza e altri di assenza ci rende instabili e insicuri ma tuttavia non siamo capaci di allontanarci dal legame per mettere fine a quell’altalena infinita e cominciare ad avvicinarci a una situazione più stabile con qualcuno per cui scappare non è un’opzione. Riflettendo su quella nostra tendenza a restare vicini a qualcuno perennemente in fuga cominciamo lentamente a valutare noi stessi, le nostre profondità e quei lati che prima non avevamo neanche minimamente osservato o preso in considerazione; durante quel rimuginare scopriamo di non avere alcuna inclinazione o interesse verso un equilibrio differente, che in fondo quell’instabilità è quella in cui ci troviamo più a nostro agio e attraverso cui liberiamo una natura per cui la scelta costante di chi sta al nostro fianco costituisce la base e l’essenza del condividere il nostro cammino e la nostra esistenza.

Com’è possibile che quel bisogno di fuga rappresenti la maggiore conferma nel sapere dove vogliamo restare?

Perché andare così tanto contro la convinzione comune che un rapporto debba essere fatto di presenza anche quando non vi è più l’entusiasmo iniziale e tutto si trasforma in rassicurante certezza?

Cosa accadrà quando vorremmo costruire un futuro più solido? Come possiamo considerare affidabile qualcuno, o essere considerati affidabili noi, se gli allontanamenti e i ritorni sono alla base del nostro comportamento emotivo?

Proprio in virtù della moltitudine di individui che affollano il mondo e la vita, non possiamo non accettare l’evidenza che ciascuno ha il proprio modo di vedere le cose, il proprio singolare approccio e un personale atteggiamento nei confronti dei sentimenti, delle relazioni e della maniera in cui desiderano o hanno bisogno di viverle. Il segreto in fondo sta nella compatibilità tra le due parti, tra le loro visioni che possono generare attriti o, al contrario, costituire il più forte collante quando sono condivise. Nel caso di chi sceglie la fuga come approccio a un rapporto, la fuga viene intesa e interpretata dall’altro come la più grande dimostrazione di un sentimento proprio in virtù di quella libertà di scegliere ogni giorno di voler restare con quella persona, essere accolto e compreso senza recriminazioni o ritorsioni bensì con la spontaneità e la consapevolezza che quei ritorni continuano a rappresentare la conferma di un’emozione capace di crescere e rinnovarsi. Non in virtù dell’abitudine dovuta alla costante presenza, piuttosto invece ascoltando un’energia interiore che fa tendere continuamente le due parti l’una verso l’altra, come due strani magneti che avvertono la loro carica in modo più forte nel momento in cui si allontanano.

Così, nella consapevolezza di quanto per ognuno di noi siano differenti le prerogative di cui abbiamo bisogno per sentirci bene in un rapporto, sappiamo di essere in grado di decidere quale sia la situazione migliore per noi, quale sia il presupposto fondamentale per farci sentire di voler continuare a scegliere quella persona che sfugge e da cui noi stessi, a fasi alterne, sentiamo il bisogno di fuggire per poi avvertire il forte e irresistibile impulso a tornare.

 

 

 

Marta Lock

 

 

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