Azioni, reazioni e altre scelte

Le situazioni e le dinamiche saranno sempre le stesse… finché le nostre reazioni non saranno diverse… generando così un esito del tutto nuovo…

Il nostro comportamento adulto si forma sulla base non solo delle nostre naturali inclinazioni bensì anche nel relazionarci con il mondo esterno grazie al quale apprendiamo, e comprendiamo, con quali caratteristiche possiamo avere a che fare e quali invece riteniamo intollerabili al punto di generare reazioni sopra le righe e con cui preferiamo non doverci misurare. Certo, il percorso di approfondimento e di conoscenza di noi stessi è lungo e complesso proprio perché spesso ci induce a imbatterci esattamente nelle situazioni che dovremmo evitare, un po’ in virtù dell’attrazione che le complicazioni esercitano e un po’ a causa dell’incapacità di riconoscere tutti i possibili risvolti quando le emozioni sono coinvolte. Eccoci dunque a doverci confrontare con persone e situazioni che, se da un lato hanno la capacità di risvegliare il nostro interesse, dall’altro costituiscono una forza contraria che ci spingerebbe a sfuggire e che va a toccare esattamente quei tasti capaci di provocare in noi reazioni che ci allontanano dal modo in cui vorremmo sentirci.

Nonostante la consapevolezza, che si delinea in maniera sempre più chiara, di quanto determinate azioni provochino in noi quelle reazioni che vorremmo evitare di avere, e a dispetto di quanto desidereremmo essere in grado di avere un approccio differente o addirittura evitare in partenza di farci coinvolgere in quel tipo di dinamiche, ci troviamo invece molto spesso a dover affrontare una tipologia di persone simile a quella che vorremmo evitare. Addirittura in molti casi scegliamo di avere accanto qualcuno che suscita immancabilmente quel determinato atteggiamento di risposta istintivo a seguito del quale, ogni volta, ci troviamo a concludere di voler prendere le distanze salvo poi trovarci ancora lì, impantanati e immobili come se in fondo le azioni dell’altro siano il collante che ci tiene uniti.

Stabilito che la tipologia di persone nelle quali ci imbattiamo, o che scegliamo, sia anche quella che va a toccare quei tasti più delicati che ci inducono a reagire per difesa e sempre nel medesimo modo, come possiamo superare quella reazione a catena che si innesca?

Perché non siamo in grado di uscire da quel meccanismo di causa ed effetto che ha sempre il medesimo corso e il medesimo andamento senza per questo renderci in grado di sorvolare su ciò che sappiamo far parte dell’altro come del rapporto con lui costruito?

Come mai ci sembra che la storia sia sempre la stessa e che continuiamo a imbatterci in situazioni simili che hanno sempre lo stesso epilogo?

Nel momento in cui determinati eventi e atteggiamenti si susseguono sostanzialmente invariati nella nostra vita, è indubbio che la reazione spontanea che emerge in noi è quella che abbiamo sempre avuto, o forse anche più infastidita perché più e più volte abbiamo cercato di spiegare, e di spiegarci, quanto ci risultasse spiacevole e seccante doverci confrontare con determinate azioni e modi di fare. Sebbene siamo sempre stati convinti che il dialogo tra persone adulte debba essere sufficiente a chiarire le posizioni e far sì che il rapporto evolva sulla base del rispetto di quanto esternato e appreso dai contrasti precedenti, in realtà molto più spesso di quanto vorremmo siamo costretti ad avere a che fare con proprio con quei comportamenti ai quali non possiamo fare a meno di manifestare la nostra reazione.

Poi un giorno all’improvviso, scegliamo di assumere un atteggiamento completamente differente di fronte alle solite dinamiche, alle abituali provocazioni, e in virtù di quella inedita reazione ci troviamo davanti a uno scenario completamente diverso, in cui gli equilibri sono modificati e nel quale la certezza di giungere al medesimo epilogo è destabilizzata dal nostro inatteso approccio. A quel punto avremo compreso di aver determinato un’inversione di tendenza, una dinamica completamente inaspettata che dà inevitabilmente vita a una trasformazione relazionale, a un assetto imprevedibile rispetto a prima e che genera esiti diversi da quelli di cui ci eravamo in fondo sempre rammaricati.

 

 

Marta Lock

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