Stesso grado di follia

Nell’imperfezione di un rapporto… può nascondersi la grandezza di un sentimento…

La nostra vita sentimentale ha spesso connotazioni altalenanti, più simili alle salite e alle discese di un ottovolante che non al porto sicuro che immaginavamo e immaginiamo quando pensiamo a una relazione, inducendoci così, a volte per scelta e altre per decisione di altri, a realizzare che la persona che abbiamo avuto di fronte non era quella giusta per noi. Certo, quando ci siamo trovati nel mezzo del corso degli eventi, nelle circostanze turbolente o semplicemente disgreganti che abbiamo vissuto, non eravamo nelle condizioni di poter accettare e accogliere la naturale presa di coscienza dell’incompatibilità evidente bensì abbiamo dovuto affrontare recriminazioni, scontri, litigi, in cui entrambi, sia noi che l’altro, dovevamo evidenziare mancanze e differenze come se fossero torti o colpe. In realtà spesso si trattava solo ed esclusivamente di caratteristiche inconciliabili, modi di essere differenti che non riuscivano ad accordarsi per dar vita a un’evoluzione nel rapportarsi reciprocamente.

In quelle fasi di scontro abbiamo attraversato sentimenti e sensazioni contrastanti, nelle quali ci siamo messi in discussione in virtù delle accuse che ci erano state rivolte, tanto quanto abbiamo recriminato noi l’altro su suoi atteggiamenti che, probabilmente, erano semplicemente parte della sua natura; abbiamo scavato in fondo a noi stessi provando a modificarci e a correggere incoerenze e comportamenti che tanto avevano infastidito la persona con cui avevamo percorso un tratto della nostra vita, e abbiamo ricominciato a sollevare la testa cercando di attenerci alle nuove persone che sentivamo di essere diventate. Perché in fondo chiunque incontriamo nel nostro cammino può indurci a riflettere e guardare un lato di noi che altrimenti non avremmo visto o scoperto, e quindi nell’evoluzione personale è fondamentale anche il sentiero sbagliato, l’errore, la storia destinata a finire che però ci insegna molto sia sulle persone che tendiamo a diventare, sia su quelle che possono essere più affini alle nostre caratteristiche.

Poi un giorno per caso, dopo tutti i cambiamenti che nel corso del tempo abbiamo effettuato per limare i nostri spigoli, per calmare le nostre intemperanze e domare le impulsività che ci appartenevano prima di confrontarci faccia a faccia con la difficoltà delle relazioni, incontriamo qualcuno di diverso da tutti gli altri, qualcuno che ci sembra di riconoscere e con cui sembra inevitabile cominciare un percorso di approfondimento. Questo qualcuno ha delle peculiarità che ci incuriosiscono e al tempo stesso ci infastidiscono, come se realizzassimo di non essere in grado di comprenderle, o sarebbe più corretto dire non più in grado perché negli strati di modificazioni che abbiamo compiuto abbiamo nascosto tutto ciò che sarebbe stato più simile a quella persona, più compatibile, più adatto a rapportarci con lei. In una prima fase però tutto questo non ci è molto chiaro, ci disorienta e ci destabilizza poiché non riusciamo a capire come mai, tutto ciò che ci siamo dati tanto da fare a cambiare, sarebbe invece perfettamente complementare alla persona che ci troviamo di fronte.

Perché dopo esserci messi tanto in discussione e aver scelto di modificare alcune parti di noi che ci avevano causato problemi nei rapporti, ci troviamo davanti a un individuo con cui il comportamento migliore sarebbe quello che ci siamo lasciati alle spalle?

Cosa fare a quel punto? Perdere quella persona che sentiamo affine per restare fedeli all’evoluzione che abbiamo compiuto oppure tornare indietro ed essere solo noi stessi?

La sensazione che prevale ogni giorno di più, nonostante le turbolenze di quel rapporto strano eppure incredibilmente familiare, imperfetto e tuttavia assolutamente equilibrato per la nostra natura, è di sentirci a nostro agio nella consapevolezza di poter essere esattamente come siamo senza per questo sentirci rifiutati, o colpevolizzati, o accusati, perché l’altro ci dimostra, nonostante tutto, di preferire averci interi e completi, con tutti gli spigoli che avevano allontanato altri, e di voler restare quando sveliamo ciò che realmente siamo mentre prende le distanze quando ci mostriamo per quelli che siamo diventati dopo le modificazioni. Così realizziamo che ciò che conta davvero è avere accanto qualcuno che ci vede fin nel profondo, con tutte le incoerenze, con tutti gli eccessi e con tutte le intemperanze e decide che le nostre due follie costituiscono la complementarità che si trasforma in legame spontaneo e duraturo… malgrado tutto.

 

 

Marta Lock

 

 

 

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