E poi capirai

Ciò che sembra perduto non lo è davvero… sta sottilmente continuando a sussistere… trasformandosi in altro di molto migliore…

Quante volte ci siamo trovati a domandarci come mai ci siamo intestarditi a impiegare tutte le nostre energie per qualcosa, o qualcuno, senza avere alla fine alcun riscontro?

In quante occasioni abbiamo creduto di aver sprecato i nostri sentimenti, le nostre attenzioni, il nostro entusiasmo per chi in fondo non ha saputo davvero apprezzarli?

Perché, nonostante i segnali oggettivi e dall’esterno incredibilmente chiari, abbiamo volutamente continuato a perseguire un obiettivo, una meta, che in realtà ci ha condotti a trovarci solo con un pugno di mosche?

Molto spesso ci siamo trovati a fare i conti con questo genere di riflessioni, o forse sarebbe meglio definirle frustrazioni, tanto più forti e cocenti quanto più avevamo fortemente creduto che tutto ciò che stavamo facendo fosse fondamentale a determinare un esito positivo, a conquistare e realizzare quel desiderio a cui tanto tenevamo. La realtà però si è rivelata ben differente perché, a prescindere dalla nostra ferma volontà, le cose sembrano aver preso un loro corso completamente discostante, se non addirittura opposto, a quello che eravamo intenzionati a determinare noi; in quei casi non è stato facile raccogliere le energie disperse e prendere atto del senso di sconfitta, accettare l’evidenza che quell’evento, quell’episodio deludente ha assorbito e fagocitato una parte di noi che non ritroveremo più, non più uguale al momento precedente, non più spontanea e naturale quanto lo era stata fino a prima di quella circostanza.

Non è semplice comprendere il motivo per cui abbiamo dovuto trovarci faccia a faccia con qualcosa che avrebbe determinato una disillusione, un sentimento di destabilizzazione proprio a causa dell’incapacità di concretizzare un’idea, una sensazione, un desiderio e trasformarlo nella nostra realtà, quella per cui sappiamo di aver dato tanto senza riuscire a raccoglierne i frutti; ci sentiamo come se avessimo definitivamente perduto un pezzo della nostra essenza, come se quelle energie disperse, quei sentimenti donati a chi non ha saputo accoglierli e proteggerli, non potessero mai più far parte di noi perché la delusione ha il potere di portare via con sé la spontaneità e la naturalezza. In queste fasi di scoraggiamento abbiamo solo bisogno di lasciare che il tempo passi e che attenui la forza degli accadimenti recenti, di permettere alle sensazioni di depositarsi nel fondo della nostra interiorità e di lasciare che affiori una rinnovata consapevolezza, più mentale forse, è vero, ma non certo meno nostra.

Lasciando fluire le energie più positive, ci troviamo a comprendere quanto in fondo abbiamo la sensazione che la nuova strada, quella in cui ci siamo trovati dopo esserci sentiti privati di quell’entusiasmo, di quel desiderio di dare a piene mani senza trattenere nulla, ci abbia lentamente trasportati verso una realtà superiore, verso un equilibrio nuovo dove tutto ciò che eravamo convinti di aver perso e che non avrebbe mai più fatto parte della nostra esistenza, in realtà si era solo nascosto sotto la cenere delle porte chiuse, delle pagine voltate, e attendeva semplicemente un frangente migliore, più adatto a noi, per tornare a manifestarsi e ad avvolgerci con la medesima spontaneità e naturalezza che credevamo perdute per sempre.

Alla luce dei nuovi eventi con cui ci confrontiamo, comprendiamo che quelle fasi di staticità, quella consapevolezza di aver impiegato inutilmente energie con cui avevamo affrontato il passato, quella sensazione di aver dato senza avere riscontro, non ci hanno inariditi, non hanno prosciugato la nostra autenticità bensì ci hanno solo insegnato a essere più prudenti, a darci a piccole gocce, a dosare la nostra generosità emotiva per aspettare chi invece saprà accoglierla, o quelle situazioni nelle quali non ci sentiremo più inadeguati o sbagliati, bensì in cui sapremo di essere giusti, nel momento perfetto, e nelle circostanze più affini al nostro modo di essere. Quello che a quel punto può tornare a esprimersi liberamente senza più trattenersi.

 

 

Marta Lock

 

 

 

 

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