Impensabile eppure possibile

Tutto ciò che non credevamo possibile… si concretizza con una semplicità e una naturalezza maggiori… rispetto agli accadimenti che invece ritenevamo fortemente probabili…

Quante volte ci siamo fermati davanti a un sogno credendo che fosse troppo lontano dalla realtà per essere realizzato?

In quante occasioni ci siamo aggrappati a qualcosa di più facilmente raggiungibile pur trovando ostacoli e opposizioni?

Perché riteniamo più concreto e giusto combattere per qualcosa che riteniamo probabile, malgrado si presenti faticoso da conseguire, piuttosto che guardare oltre e scegliere di perseguire ciò che ci renderebbe molto più appagati, o semplicemente più felici?

Molte volte ci troviamo a scontrarci con l’evidenza che il sogno, il desiderio spesso nascosto, sia irreale, irraggiungibile e così decidiamo di attenerci a un realismo e un pragmatismo che ci inducono a osservare gli accadimenti basandoci su ciò che crediamo possibile; spesso però gli stessi eventi ci conducono verso la necessità di batterci per la realizzazione di ciò che sembrerebbe facile, portandoci a domandarci come mai ci troviamo a dover impiegare energie per qualcosa che avevamo ritenuto conseguibile senza alcuna difficoltà, proprio perché logicamente e razionalmente probabile. Malgrado le difficoltà, che sappiamo essere parte del percorso esistenziale che ciascuno è chiamato a intraprendere per effettuare quei cambiamenti necessari a conoscere se stesso, la propria forza e le proprie debolezze, andiamo avanti basando la nostra vita su quell’alternanza tra momenti piacevoli durante i quali riusciamo a bearci dei risultati conseguiti, e altri più difficoltosi nel momento in cui intraprendiamo un nuovo cammino.

Il pensiero che continua ad accompagnarci è che qualcosa di probabile presenti minori ostacoli, minori opposizioni rispetto a un ideale più lontano e irraggiungibile che comporterebbe anche il rischio della frustrazione nel non riuscire a raggiungerlo. La certezza di non poter realizzare i sogni e i desideri appartiene alla cultura comune, a convinzioni limitanti che ci conducono a rinunciare prima ancora di aver iniziato a provare, ci pongono in una posizione di difesa davanti al pericolo di fallire che in realtà rappresenta solo una possibilità derivante dalla nostra mente o semplicemente una delle opzioni dell’esistenza che si verificano anche quando decidiamo di conseguire qualsiasi obiettivo, persino quelli che consideriamo raggiungibili. Tuttavia ci sembra quasi più accettabile pensare di non raggiungere la meta quando si tratta di un proposito razionalmente conseguibile piuttosto che affrontare la disillusione che seguirebbe all’infrangersi di un sogno a cui teniamo davvero; rinunciando a combattere per lui possiamo tenerci aperta la possibilità di poterlo fare un giorno, quando ci sentiremo pronti, quando avremo più coraggio, e così quel giorno si sposta in avanti diventando una chimera.

Poi all’improvviso ci troviamo davanti a uno di quegli accadimenti bizzarri che ci portano davanti a una realtà inimmaginabile, a una delle circostanze che avevamo escluso proprio perché troppo lontane dalla capacità razionale di crederla possibile, e ci rendiamo conto di qualcosa che non avevamo minimamente previsto, cioè della semplicità e naturalezza che contraddistingue qualcosa che è giusta per noi, a prescindere dalla nostra convinzione di poterla mai ottenere. In quel caso gli eventi si susseguono in maniera disarmante per la loro semplicità, quasi come se tutti gli sforzi precedenti, utilizzati per conseguire altri risultati per noi in fondo meno importanti, fossero stati una palestra, un’evidenza necessaria per dar più valore a ciò che invece si verifica secondo un suo senso che ci rende consapevoli di quanto in fondo quell’obiettivo, quella meta, fosse lì per noi e ci sia venuta a cercare a dispetto della nostra ferma determinazione a rinunciarvi.

Comprendiamo quanto tutto sia relativo e determinato da una serie di cause ed effetti che mettiamo in atto inconsapevolmente e che altrettanto inconsciamente ci conducono verso il percorso migliore per noi, quello che sapremo riconoscere per la sua capacità di riempirci l’esistenza senza che sia necessario combattere, perché in fondo rappresenta la nostra strada, quella a cui avevamo rinunciato credendo fosse troppo lontana da ritenerla possibile.

 

 

Marta Lock

 

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