Armonia improbabile

Se le priorità sono troppo discostanti… è perché il punto di vista sulla vita è troppo divergente… e così l’armonia non può che barcollare…

Quando ci capita di incontrare qualcuno che ci conquista per il suo modo di fare, di porsi nei nostri confronti, e con cui comprendiamo che le emozioni si amplificano in maniera esponenziale man mano che il tempo passa, ci troviamo a sorprenderci di quanto la sintonia sia forte e solida così come tendiamo a vedere solo il bello, le cose piacevoli, tralasciando quelle che potrebbero essere le cause di disaccordo, sebbene spesso in quella prima fase idilliaca tendano a non emergere perché ciò che sembra contare è stare bene insieme e condividere ogni momento. Andando avanti nella relazione, malgrado comincino a emergere le rispettive diversità che fanno parte dell’individualità di ognuno, la priorità è quella di continuare a costruire un percorso insieme, di progettare un futuro che sembra essere tutto ciò che entrambe le parti desiderano.

Arriva però un momento in cui le singole attitudini, i personali punti di vista di svelano in maniera più incisiva tanto più la relazione va avanti e si consolida nel tempo, facendo affiorare modi di intendere la vita e il rapporto che se sono perfettamente allineati e convergenti non fanno che aumentare e sottolineare quanto l’affinità sia forte e allora sappiamo di trovarci di fronte a qualcuno di veramente importante e determinante nella nostra esistenza, quell’unico individuo in grado di completarci e di rendere migliore il cammino da quel punto in avanti. Se invece l’approccio alla relazione, le priorità e la scala di valori si rivelano via via più divergenti al punto di generare contrasti ed estenuanti braccio di ferro non possiamo fare a meno di sentirci intrappolati tra il sentimento che proviamo e che ormai è giunto a un’intensità e una profondità difficile da arginare, e la consapevolezza della difficoltà di conciliare visioni tanto contrastanti al punto da apparire insanabili.

Cosa fare in questo caso?

Cercare costantemente un punto di incontro, un compromesso tra due posizioni tanto discostanti oppure ammettere che andare avanti sarebbe troppo complesso e arrendersi all’evidenza di non poter proseguire il percorso insieme?

Come è possibile continuare a costruire se ogni circostanza ci conduce allo scontro a causa del modo completamente differente di intendere la relazione e tutto ciò che le ruota intorno?

Vale la pena compiere un cammino di adattamento reciproco oppure quella a voler restare insieme è solo ostinazione?

Quando si raggiunge l’età adulta, tutto ciò che ha costituito le basi delle nostre relazioni precedenti diventa un punto fermo, un modo attraverso il quale abbiamo compreso cosa può andare bene e con cui possiamo convivere, e cosa invece non vogliamo faccia parte della nostra quotidianità, del nostro cammino insieme a qualcuno; d’altro canto anche la persona con cui ci confrontiamo ha compiuto lo stesso percorso personale giungendo alle sue proprie convinzioni, alle abitudini che fanno parte della sua di quotidianità e che sono irrinunciabili tanto quanto lo sono le nostre. Nel momento in cui queste due realtà si confrontano e interagiscono, lo scontro diviene inevitabile proprio in virtù delle priorità che ciascuno dimostra di avere, di quella personale scala di valori a cui viene dato un ordine differente sulla base di ciò che è più importante.

Così l’armonia e il sentimento precedente sembrano essere messi in secondo piano rispetto alla tendenza di entrambi di far procedere la relazione sul binario più consono ai propri valori, generando perciò un estenuante tiro alla fune che ha la capacità di snervare i due protagonisti, giungendo a farli sentire più antagonisti che innamorati. Così spesso, nell’improbabilità di continuare a gestire un rapporto tanto complicato e faticoso, la soluzione è quella di alleggerire il peso scegliendo di continuare ognuno il proprio cammino dandosi l’opportunità di trovare qualcuno con una visione più affine, dandosi l’opportunità di essere più felici. Oppure dar vita a un modo nuovo di relazionarsi, rispettando le rispettive priorità e generandone altre che non appartengano più al passato di ciascuno dei due bensì siano una fusione tra due visioni opposte che si incontrano a metà strada e costruiscono un inedito percorso.

 

 

Marta Lock

 

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