Avrei voluto, avrei potuto, avrei dovuto

Avrei voluto, avrei potuto, avrei dovuto

L’errore più grande non risiede nell’aver scelto un percorso sbagliato… l’errore più grande risiede nel credere che quello sbaglio… sia stato colpa delle circostanze anziché il frutto di una nostra scelta… Quante volte ci siamo sentiti in balìa degli eventi che ci hanno apparentemente condotti verso decisioni che si sono rivelate grandi errori? Perché le energie sottili intorno a noi sembrano aver lavorato per indurci a commettere sbagli che hanno determinato la spiacevole realtà che si è delineata dopo? Come mai il fato ci è stato tanto avverso da non volerci in alcun modo agevolare e rendere le cose più facili? Negli alti e bassi della nostra esistenza, quel faticoso cammino verso il raggiungimento della realizzazione personale, della felicità, del benessere e dell’equilibrio interiore e materiale, abbiamo spesso avuto la sensazione di essere trascinati da una corrente alla quale non eravamo in grado di resistere, come se tutto ciò che…

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Navigando verso domani

Navigando verso domani

L’indefinito tempo sospeso tra ciò che è stato… e ciò che è in procinto di essere… può essere il terreno fertile in cui tutto accade… Molto spesso ci ritroviamo disorientati e destabilizzati ad affrontare una fase che appare confusa, statica, imprigionante all’interno di schemi ripetitivi da cui, nonostante gli sforzi di comprendere quali ne siano le cause, non riusciamo a tirarci fuori. Addirittura abbiamo la sensazione di trovarci all’interno di una scatola senza tempo dove le azioni vengono ripetute come un’eco senza che conducano mai a nulla di diverso dal giorno precedente. La sensazione si acuisce nel caso in cui stiamo tentando di superare un ostacolo, una situazione chiusa nel nostro recente passato di cui però ci portiamo dentro profonde cicatrici che non riescono a risanarsi completamente; il tempo che necessitiamo per prendere atto delle innumerevoli sfumature degli eventi, per lasciar andare quelle strisce di ricordi che continuano ad affiorare…

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Poli opposti

Poli opposti

Esistono persone con cui ogni volta che abbiamo a che fare… ci fanno ricordare il perché con loro… avevamo deciso di non voler più avere niente a che fare… Tra i tanti individui che incrociano il cammino della nostra esistenza può capitarci, molto più frequentemente di quanto avremmo mai previsto o immaginato, di entrare in contatto con caratteri e personalità completamente divergenti dalla nostra e, in questo caso, l’incompatibilità è talmente evidente da saltare subito agli occhi permettendoci di scegliere se allontanarci subito o, nel caso in cui la vicinanza sia inevitabile come nell’ambito della sfera professionale, di fare buon viso a cattivo gioco tentando di evitare il più possibile momenti di confronto. Tuttavia si potrebbero verificare incontri e casualità per i quali abbiamo a che fare con persone con cui la dissonanza non è tanto evidente anzi, tutt’altro, l’armonia iniziale sembra reale e le personalità talmente convergenti da indurci…

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Tutto ciò che resta

Tutto ciò che resta

Quando il vuoto emotivo non farà più rumore… sapremo di essere pronti… per riaprire la porta a nuove emozioni… Una delle fasi più delicate della nostra esistenza, di cui non ci rendiamo conto fino al momento nel quale siamo costretti, nostro malgrado, ad attraversarla, è la lunga scia che segue la fine di una storia importante e che non avremmo mai immaginato quante implicazioni avrebbe portato con sé. Mettere la parola fine a qualcosa che aveva riempito pensieri, emozioni, giornate e a volte anni, non è affatto semplice, neanche quando i protagonisti di quella scelta siamo noi. Perché il distacco, nonostante venga visto come un epilogo necessario e in qualche caso liberatorio, implica una sofferenza emotiva in entrambe le parti – il protagonista della decisione in quanto consapevole di creare una ferita nell’altro, e il lasciato in quanto privato della possibilità di proseguire ciò che dal suo punto di vista…

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Per me cambierà

Per me cambierà

Non possiamo chiedere a qualcuno… di essere come non è… possiamo però pretendere da noi stessi… di scegliere di andare verso altro…  Il momento dell’inizio di un incontro, quella fase magica in cui le due parti si scoprono giorno dopo giorno e vedono crescere il reciproco piacersi così come il desiderio di trascorrere del tempo insieme, è sempre accompagnato da un’incapacità di vedere la realtà per come è, perché le difese sono abbassate, i sensi amplificati e la razionalità relegata in uno spazio remoto della nostra testa che tende a restare in silenzio in quanto completamente sopraffatta dalle emozioni che stiamo vivendo. In quella delicata fase la cosa più comune che può succedere è di sottovalutare alcuni piccoli dettagli, che tanto piccoli in realtà non sono, in nome di un sentimento che cresce e ha il potere di farci sentire sollevati da terra; le sensazioni reciproche e condivise ci danno…

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Aspettando un giorno nuovo

Aspettando un giorno nuovo

Il momento più strano è quello in cui… dopo aver messo la parola fine a un’emozione… ci ritroviamo in quell’arida terra di mezzo… in cui dubitiamo dell’arrivo della prossima… Esistono fasi della nostra vita in cui ci troviamo davanti alla consapevolezza di doverci distaccare da tutto ciò che ne aveva fatto parte fino a poco prima perché non ci rende più felici, non ci appaga o, peggio ancora, sembra compromettere fortemente un equilibrio e una stabilità interiori di cui sentiamo di avere bisogno per proseguire nel nostro cammino di crescita personale. In quel tutto sono comprese anche relazioni che avevano coinvolto le nostre emozioni più profonde, le sensazioni più forti mai provate in precedenza ma che a un certo punto hanno compiuto una deviazione che ha fatto virare il rapporto verso una mancanza di reciprocità che ci ha feriti così tanto da dovercene distaccare. Non che l’altro non nutrisse emozioni…

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La chiave per il presente

La chiave per il presente

Pensando a tutto ciò che è stato… possiamo trovare la chiave per aprire la giusta porta… di tutto ciò che sarà… Quante volte ci siamo sentiti dire che il passato è qualcosa da lasciarsi alle spalle, da dimenticare per evitare che influenzi il presente? In quanti casi, al contrario, abbiamo avuto a che fare con persone che rimanevano attaccate a ciò che era accaduto incapaci di andare oltre e ricostruirsi? Perché è tanto complicato trovare un punto di incontro tra ciò che eravamo e la direzione verso cui dobbiamo andare? Nel corso delle molteplici esperienze che caratterizzano il nostro cammino di maturazione interiore e personale abbiamo avuto l’opportunità, spesso vista come evento negativo, di avere a che fare con situazioni e persone che non erano in realtà le migliori per noi; tuttavia la comprensione di cosa fosse il meglio per noi non è maturata fino a quando non abbiamo intrapreso…

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L’ordine del caos

L’ordine del caos

A pensarci bene il libro della nostra vita… è costituito da pagine che si sparpagliano… da parole che si ripetono… e da capitoli che si mescolano… generando un inaspettato caos… Molto spesso ci troviamo a pianificare la nostra quotidianità e i nostri progetti futuri perché quando in passato avevamo proceduto alla cieca, ci eravamo trovati spesso a sbagliare direzione, a compiere scelte inadeguate a ciò che davvero stavamo perseguendo o a metterci in situazioni nelle quali sapevamo fin dal principio di non dover stare. Ascoltare prevalentemente l’istinto, seguire l’improvvisazione, buttarci senza ali e senza rete ha costituito il momento della scoperta, dei tentativi necessari per determinare una crescita personale che ci ha successivamente permesso di scoprire cosa volessimo davvero, quale avrebbe potuto essere la strada migliore per noi e quanto potevamo apprendere da quel periodo impulsivo durante il quale tante volte siamo caduti ma da cui, sempre, ci siamo rialzati….

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Quel pensiero che non se ne va

Quel pensiero che non se ne va

Nel silenzio di un ricordo… si può nascondere l’emozione di una vita… Spesso ci troviamo davanti all’evidenza di dover mettere la parola fine a un rapporto, un’emozione, una sensazione, che non riusciamo a sostenere, perché le circostanze sono troppo complicate, o perché l’altra parte resiste alla condivisione profonda, o ancora perché uno spostamento necessario determina una chiusura non voluta ma inevitabile. Può esserci successo di essere stati proprio noi a provocare un allontanamento, a volte per tutelare noi stessi e il nostro equilibrio, altre perché non eravamo capaci di sostenere il peso dell’incomunicabilità che generava dolore e ferite, o in altri casi perché sapevamo di non essere in grado di riuscire a superare differenze caratteriali che rendevano tutto davvero troppo difficile da vivere. In ogni caso avevamo deciso, o l’altro aveva deciso per entrambi, che la soluzione migliore fosse procedere nel proposito di chiudere a chiave una porta che altrimenti…

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Non chiamarlo amore

Non chiamarlo amore

Il momento in cui sentiamo che una persona… ci fa perdere la serenità… dovrebbe essere lo stesso in cui decidere… di perdere quella persona… Durante la nostra crescita sentimentale abbiamo appreso, basandoci anche sul pensiero comune che era la base da cui partire quando ancora brancolavamo nel buio riguardo alle relazioni sentimentali, che un sentimento forte deve in qualche modo nascondere o comprendere una sofferenza, una tensione tra forze negative e forze positive che sembrano dover essere l’ago della bilancia della profondità di un amore. Partendo da questo presupposto ne incontriamo un altro di concetto generalizzato, forse anche più incisivo, che una relazione lunga e duratura debba presupporre sopportazione e tolleranza, accettazione dei pregi e difetti dell’altro e perdono di quegli errori che, in una situazione differente, non avremmo mai ammesso nella nostra esistenza. Queste considerazioni generano la falsa convinzione che solo quando ci troviamo davanti ad atteggiamenti che ci…

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