Ascoltami

Ascoltami

Se ci troviamo a ripetere le cose già dette… è perché la persona a cui ci rivolgiamo… non le ha mai davvero ascoltate… L’incomunicabilità è apparentemente uno degli ostacoli maggiori del vivere attuale, quel blocco in virtù del quale le persone sembrano parlare lingue completamente differenti pur tentando di entrare in connessione e cercando di trovare un punto di incontro tra due modi espressivi diametralmente opposti; tuttavia spesso si tende a trascurare la causa principale che genera un tale blocco di comprensione reciproca, e cioè la mancanza totale di ascolto. Il dialogo si attiva eppure sembra che dall’altra parte vi sia un vero e proprio muro sul quale le parole e il loro senso rimbalzano impedendone la comprensione reale e la possibilità di aprirsi empaticamente verso il messaggio che l’altro vorrebbe comunicare. È in questa attitudine comportamentale siamo costretti a basare le relazioni interpersonali anche perché nostro malgrado ci abituiamo…

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Stesso grado di follia

Stesso grado di follia

Nell’imperfezione di un rapporto… può nascondersi la grandezza di un sentimento… La nostra vita sentimentale ha spesso connotazioni altalenanti, più simili alle salite e alle discese di un ottovolante che non al porto sicuro che immaginavamo e immaginiamo quando pensiamo a una relazione, inducendoci così, a volte per scelta e altre per decisione di altri, a realizzare che la persona che abbiamo avuto di fronte non era quella giusta per noi. Certo, quando ci siamo trovati nel mezzo del corso degli eventi, nelle circostanze turbolente o semplicemente disgreganti che abbiamo vissuto, non eravamo nelle condizioni di poter accettare e accogliere la naturale presa di coscienza dell’incompatibilità evidente bensì abbiamo dovuto affrontare recriminazioni, scontri, litigi, in cui entrambi, sia noi che l’altro, dovevamo evidenziare mancanze e differenze come se fossero torti o colpe. In realtà spesso si trattava solo ed esclusivamente di caratteristiche inconciliabili, modi di essere differenti che non riuscivano…

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Dietro l’angolo

Dietro l’angolo

A volte dobbiamo provare a cambiare tutto… per giungere alla consapevolezza… di non voler cambiare niente… La nostra società, tanto veloce e accelerata quanto statica e convenzionale sotto altri punti di vista, da un lato accoglie l’attitudine al cambiamento come una risorsa importante per mettersi in gioco e accettare nuove sfide volte all’accrescimento e all’evoluzione personale, professionale e sociale, dall’altro però si rivela spesso ancora legata a una mentalità più tradizionale e ormai quasi anacronistica, secondo la quale bisogna mantenere ben saldo ciò che si ha o che si è ottenuto perché il salto nel buio verso ciò che non si è ancora conosciuto e sperimentato può generare un errore, un peggioramento, una caduta. Oppure, e questo forse è l’aspetto più bizzarro della questione, chi mostra una spontanea attitudine al cambiamento viene addirittura guardato con sospetto e considerato incostante e inaffidabile, quando non sottoposto alla minaccia psicologica di non avere…

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Litigi, scontri e bizzarre conseguenze

Litigi, scontri e bizzarre conseguenze

E poi comprendiamo che il confronto è un momento fondamentale… non solo per scoprire le ragioni e le reazioni dell’altro… ma anche per conoscere più a fondo noi… Per molto tempo nel nostro passato emotivo e personale ci siamo sentiti fortemente a disagio davanti a contrasti che avevano avuto l’effetto di condurci a uno scontro diretto, un po’ a causa del nostro temperamento impulsivo ma in fondo decisamente sincero, un po’ perché nelle intemperanze giovanili eravamo incapaci di controllare la veemenza nell’esprimere un pensiero, un punto di vista. In molte di quelle situazioni in cui finivamo per trovarci però, l’altra parte si era sentita talmente infastidita dall’essere davanti a un’aperta ostilità su un suo comportamento o relativa a una circostanza che si stava verificando, da aver reagito con un silenzio e in alcuni casi con una fuga assolutamente inaspettati e non desiderati da noi. Non era quello il risultato che…

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Adorabile incoerenza

Adorabile incoerenza

Le decisioni prese con la mente… sono molto spesso disattese e sovvertite… dalle intenzioni del cuore… L’esistenza contemporanea è un costante equilibrio tra razionalità ed emotività, tra scelte che compiamo con la ragione ed eventi che coinvolgono e travolgo l’istinto al punto di renderci complesso l’attenerci alle decisioni prese. Eppure nel corso del nostro avanzamento personale, così come professionale, abbiamo appreso con chiarezza l’importanza della stabilità e dell’affidabilità sia nei confronti degli altri con cui ci siamo trovati a interagire, sia nei confronti di noi stessi perché la certezza e la coerenza sono cuscini comodi e rassicuranti per consentirci di escludere il caos e l’improvvisazione dal nostro cammino. La consapevolezza della rilevanza della solidità aumenta quanto più scopriamo che la nostra indole andrebbe invece naturalmente verso un possibilismo, un’innaturale precarietà che, se da un lato asseconderebbe la personalità spontanea che si sta delineando, dall’altro ci condurrebbe verso indeterminatezze e mancanza…

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La descrizione di un attimo

La descrizione di un attimo

Esistono incontri ed esistono scontri… bellissimi incontri a cui sarebbe stato meglio non dare seguito… e scontri che si trasformano in belle pagine… e così è la vita… Durante quei profondi momenti di analisi interiore che corrispondono, nella maggior parte dei casi, a fasi di solitudine emotiva nelle quali ci sentiamo predisposti a fare un bilancio della nostra esistenza, del più recente passato a seguito del quale ci troviamo a doverci confrontare con noi stessi, durante quei momenti dicevo, non possiamo non osservare, in virtù della distanza generata dal tempo trascorso e dagli eventi che si sono succeduti, quanto le esperienze siano state un alternarsi di istanti che hanno generato tutto ciò che è accaduto. Tanto quanto, spesso, il nostro comportamento sia stato confuso e offuscato da sensazioni ed emozioni che non ci hanno permesso di mantenere la necessaria lucidità e un approccio più cauto nei confronti di incontri improvvisi…

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Ciò che le parole non dicono

Ciò che le parole non dicono

In alcune circostanze l’esigenza più forte… è quella che fingiamo di ignorare… per la paura che non venga appagata… Vivere nella società contemporanea non è affatto semplice perché molto spesso ci mette di fronte a ostacoli, delusioni, disillusioni, che ci inducono a chiudere la nostra fragile interiorità all’interno di una barriera che deve diventare sempre più inattaccabile e inespugnabile proprio per evitare che le ferite precedenti vengano riaperte o che se ne generino di nuove. Può essere capitato che alcune di quelle cicatrici ci abbiano lasciato segni così profondi da aver fatto nascere in noi l’esigenza di rifiutare qualunque situazione anche solo lontanamente simile a quella che le aveva generate, per evitare di ripetere le stesse dinamiche, per impedirci di ricadere di nuovo nello stesso errore, per non correre il rischio di veder di nuovo riaprirsi la vecchia ferita. Proseguendo nel nostro cammino è inevitabile incorrere in nuove e inedite…

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False identità

False identità

L’inconsistenza di qualcuno si svela… quando l’altro lascia trapelare l’entità… della propria sostanza… e così l’inconsistente non può che fuggire… L’uomo contemporaneo è sempre più spesso convinto che l’apparenza possa prevalere sull’essenza, che non sia necessario che ciò che si dice di essere coincida con ciò che in realtà si è, come se in fondo le parole o il fingere siano sufficienti a definire quella sostanza che si è molto spesso perfettamente consapevoli di non avere. Anzi, tanto più qualcuno è cosciente di una propria mancanza quanto più punta a sostenere, attraverso le parole e attraverso l’atteggiamento, l’esatto contrario, forse pensando di dover puntare il focus esattamente su quello che non ha descrivendolo come un punto di forza, piuttosto che accettarlo come una debolezza e lavorare su se stesso per sciogliere i nodi e oltrepassare i blocchi che generano quella lacuna. Nella società dell’apparenza può risultare semplice giocare come prestigiatori…

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In fuga da cosa?

In fuga da cosa?

Non esiste luogo verso cui non possiamo scappare… così come non esiste realtà che non riuscirà a raggiungerci… ovunque andremo… Nel corso del groviglio complesso e articolato delle esperienze che accumuliamo per raggiungere una relativa maturità e una maggiore conoscenza di noi stessi, ci siamo trovati molto più spesso di quanto avremmo previsto a fronteggiare la questione della fuga. Fuga messa in atto da qualcuno a cui tenevamo per sua incapacità di confrontarsi con tematiche o problemi che non era pronto ad accogliere nella sua esistenza ma che ha provocato in noi insicurezze e dubbi sul nostro comportamento o sul motivo reale di quell’allontanamento. Pur mettendoci in discussione e cercando un confronto per comprendere meglio l’altro, ci è successo in diverse occasioni di trovare una porta chiusa, sbarrata, che ci ha impedito di dare un senso a ciò che stava accadendo facendoci piombare ancor più nell’incertezza e negli interrogativi a…

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Cosa ho fatto di sbagliato?

Cosa ho fatto di sbagliato?

Ciò che le persone fanno o non fanno… non identifica come siamo o cosa manca a noi… bensì come sono e cosa temono loro… La tendenza all’introspezione e l’attitudine a mettere in discussione nostri modi di essere e comportamenti, ci può condurre verso un percorso in cui le nostre responsabilità sono sempre maggiori di quelle delle persone con cui entriamo in contatto, e ci porta altrettanto spesso ad assumerci colpe che non abbiamo e punti di vista completamente errati su nostri atteggiamenti che hanno l’unico difetto di appartenere a noi. Nelle relazioni di tipo sentimentale questa attitudine si radica strato dopo strato, incontro dopo incontro, fino a diventare il focolaio di forti insicurezze che generano relazioni disequilibrate perché basate sul bisogno che l’altro ci accetti, che non ci rifiuti e che non veda quelle imperfezioni che avevano fatto andare via i precedenti prima di lui. Dunque guardiamo ogni sua azione…

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