Ascoltami

Ascoltami

Se ci troviamo a ripetere le cose già dette… è perché la persona a cui ci rivolgiamo… non le ha mai davvero ascoltate… L’incomunicabilità è apparentemente uno degli ostacoli maggiori del vivere attuale, quel blocco in virtù del quale le persone sembrano parlare lingue completamente differenti pur tentando di entrare in connessione e cercando di trovare un punto di incontro tra due modi espressivi diametralmente opposti; tuttavia spesso si tende a trascurare la causa principale che genera un tale blocco di comprensione reciproca, e cioè la mancanza totale di ascolto. Il dialogo si attiva eppure sembra che dall’altra parte vi sia un vero e proprio muro sul quale le parole e il loro senso rimbalzano impedendone la comprensione reale e la possibilità di aprirsi empaticamente verso il messaggio che l’altro vorrebbe comunicare. È in questa attitudine comportamentale siamo costretti a basare le relazioni interpersonali anche perché nostro malgrado ci abituiamo…

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Le ragioni inspiegabili del caso

Le ragioni inspiegabili del caso

Esistono persone che parlano senza ascoltare… e altre che ascoltano senza parlare… e nel mezzo noi che vorremmo solo qualcuno con cui sia facile capirsi… In alcuni frangenti della nostra vita, ci sembra inevitabile sederci e passare in rassegna tutto ciò che più o meno recentemente abbiamo vissuto, le persone che abbiamo incontrato e con cui abbiamo cercato di costruire un rapporto interpersonale ma dalle quali alla fine ci siamo allontanati, questo il motivo per cui siamo necessariamente a dover fare quell’analisi introspettiva indispensabile per conoscere meglio noi stessi. All’interno di una ricerca sui perché dei vari distacchi che hanno accompagnato il nostro cammino emotivo, non possiamo non evidenziare la difficoltà che maggiormente è emersa, diventando un muro talmente invalicabile da averci costretti alla resa, e cioè il dover ammettere che probabilmente i punti divergenti da quelle persone erano ben più forti e ingombranti di quelli che in una prima…

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Quante parole…

Quante parole…

La spinta a dire impulsivamente le cose come stanno… si chiama carattere… la capacità di comprendere quando e con chi valga la pena farlo… si chiama saggezza… Durante il nostro complicato cammino verso una crescita interiore e personale fondamentale per edificare e dare compimento alla nostra sfaccettata personalità, perché ciascuno di noi contrariamente a quanto sia convinto del contrario presenta zone di luce e di ombra nonché tasselli indefinibili che vanno a comporre un puzzle unico e complesso, ci siamo spesso trovati a dover affermare con voce forte e decisa le nostre convinzioni, il nostro punto di vista e la nostra posizione davanti ad alcuni aspetti dell’esistenza. Nella fase giovanile abbiamo spesso combattuto battaglie contro i mulini a vento, abbiamo frequentemente cercato di abbattere muri troppo resistenti per cedere al nostro impeto, perché in quel momento più che il risultato era importante conoscere e scoprire la forza con la quale…

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Con occhi diversi

Con occhi diversi

A volte per rinascere… è sufficiente scoprire lati di noi che non conoscevamo… e trovare nuovi modi per fare ciò che abbiamo sempre fatto… La strada verso l’approfondimento e la conoscenza di noi stessi è molto più complessa e tortuosa di quanto si possa in realtà immaginare, questo perché nella maggior parte dei casi sviluppiamo un attaccamento talmente forte a tutto ciò che è familiare e sperimentato fino a poco prima da renderci complesso il cammino verso quell’evoluzione che inevitabilmente fa parte della nostra esperienza, di una crescita interiore attraverso la quale possiamo diventare consapevoli e coscienti di un’essenza che deve necessariamente comprendere ogni aspetto della nostra interiorità. La convinzione che la rigidità sia sinonimo di coerenza e di stabilità ci conduce ad arroccarci su posizioni immobili che ci intrappolano all’interno della nostra stessa incapacità di adattarci alla modifica di situazioni ed eventi, o ci spingono verso una conoscenza solo…

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Così è, se ti pare

Così è, se ti pare

Esistono intenzioni ed esistono reazioni… le seconde spesso sono generate dalle prime… soprattutto quando le prime vengono fraintese… Molto spesso le dinamiche della vita contemporanea si complicano in virtù dell’incapacità di comprendere l’altro, o gli altri, che interagiscono con noi; la mancanza di un’apertura sincera verso le persone con cui entriamo in contatto, così come le barriere difensive che nel corso del tempo abbiamo eretto a difesa di una fragile interiorità, aumentano le difficoltà nel conoscersi, nel vedere gli altri per come sono e non per come ci convinciamo che siano. E, di contro, realizziamo di essere noi i primi a nasconderci dietro atteggiamenti e dinamiche tendenti a non esporci troppo, a tenere celate alcune debolezze che potrebbero essere facilmente ferite. In tutto questo difendersi e mascherarsi, proteggersi e autotutelarsi, si complica ancora di più la possibilità di fraintendere azioni e reazioni degli altri verso di noi e, viceversa, di…

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Le parole che non hai ascoltato

Le parole che non hai ascoltato

L’eco più forte non è quella delle parole pronunciate… l’eco più forte è quella delle parole che non abbiamo ascoltato… credendo che non fossero importanti… Quante volte ripensando al passato ci è capitato di rivedere, come in un film, il frangente in cui è stata pronunciata una frase a cui in quel momento non abbiamo dato peso? In quante occasioni ci siamo domandati come sarebbero andate le cose se avessimo dato maggiore importanza a quella che a posteriori si è rivelato essere uno dei punti di svolta di un rapporto? Per quale motivo tendiamo a sottovalutare alcune manifestazioni sincere dell’altro solo perché le ha espresse in modo pacato e lieve, senza gridarle, pur leggendo nel suo tono una determinazione che doveva essere la nota più considerevole? E al contrario invece, quante volte non abbiamo considerato le sfumature di frasi che potevano rivelarci la vera essenza dell’altro, salvo poi renderci conto…

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Non guardarmi, ascoltami

Non guardarmi, ascoltami

Nella maggior parte dei casi… gli altri non ci vedono per come siamo… nella maggior parte dei casi gli altri… vedono solo l’idea che si sono fatti di noi… La società contemporanea sembra correre in avanti a ritmi talmente incalzanti da averci posto in una condizione in cui l’approfondimento sembra essere diventato inattuabile, il dialogo limitato a brevi battute necessarie e il relazionarsi quasi un fastidioso passaggio necessario al raggiungimento dell’obiettivo finale. Senza considerare poi tutti i rapporti virtuali che ci siamo stranamente e innaturalmente convinti possano sostituirsi a quelli reali, vissuti, respirati vis à vis. La velocità dei nostri tempi ci induce a bruciare le tappe anche nelle relazioni interpersonali, in cui ci si incontra per caso, ci si frequenta dopo un giorno, si vive subito intensamente il rapporto e ci si separa altrettanto rapidamente. In tutto questo incedere verso chissà quale obiettivo più alto, dimentichiamo di porci in…

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Più che puoi

Più che puoi

Aspettarsi che qualcuno si doni come vorremmo noi… è il modo migliore per essere convinti… di non aver ricevuto mai nulla… Molto spesso nelle relazioni interpersonali tendiamo ad aspettarci gesti, azioni, parole, esattamente nel medesimo modo in cui le faremmo fuoriuscire noi dalla nostra interiorità, partendo inevitabilmente dal principio che il nostro punto di vista, il nostro atteggiamento, sia quello migliore. Cos’è che ci fa credere che un modo di vedere la realtà assolutamente individuale possa essere giusto per chiunque altro al di fuori di noi? Perché decidiamo che gli altri debbano attenersi alle nostre aspettative per decidere se tengano o meno a continuare a relazionarsi con noi? Come possiamo stabilire una linea di condotta basata unicamente sul nostro giudizio senza tenere conto delle sfaccettature e delle inclinazioni dell’altro che potrebbero essere anche opposte alle nostre, sebbene non certamente meno intense e reali? Relazionarsi con gli altri, pur mantenendo intatti…

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Prima che sia tardi

Prima che sia tardi

E’ molto meglio parlare pur sapendo che stiamo sprecando le parole… piuttosto che tacere e scoprire solo dopo… che se avessimo parlato sarebbe stato meglio… Quante volte ci è capitato di pensare che in un determinato episodio avremmo dovuto agire diversamente? In quante occasioni ci è capitato di preferire mantenere il silenzio per poi pentircene e voler invece tirare fuori tutto quando ormai era troppo tardi? Perché piuttosto che chiedere, cercare di chiarire, pretendere che le nostre ragioni siano ascoltate, restiamo muti come se temessimo di infastidire il nostro interlocutore? Non è vero che poi, inevitabilmente, quel rospo che abbiamo ingoiato continua a graffiarci la gola? In alcune situazioni, o davanti ad alcune persone, sembriamo intimiditi o talmente confusi da perdere la lucidità e la consapevolezza di avere tutti i diritti di far sentire la nostra voce, anche se l’opinione è contrastante con la situazione che stiamo vivendo o con…

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Il colore dell’ombra

Il colore dell’ombra

In molte situazioni il dettaglio che ci sfugge… è proprio quello che ci permetterebbe di trovare subito… il bandolo della matassa… Quante volte a posteriori, ci siamo resi conto di aver avuto l’opportunità in una determinata situazione, di scorgere quel qualcosa che ce ne avrebbe fatto intuire l’esito? Perché ci culliamo nella nebbia dell’inconsapevolezza quando sarebbe sufficiente prestare un po’ di attenzione in più per comprendere ciò che altrimenti ci resta oscuro? Cos’è che ci rende inconsciamente sordi e ciechi nei confronti di segnali che se non fossimo direttamente coinvolti vedremmo con estrema chiarezza? Nel vivere contemporaneo, tra i rumori delle cose da fare e della realtà esterna e la fretta di dover raggiungere obiettivi che una volta conseguiti passano in secondo piano rispetto ai nuovi che subito dopo ci fanno ripiombare nella corsa, spesso ci ritroviamo a ignorare completamente cosa significhi guardare il quadro generale, prestare attenzione ai dettagli,…

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