False identità

False identità

L’inconsistenza di qualcuno si svela… quando l’altro lascia trapelare l’entità… della propria sostanza… e così l’inconsistente non può che fuggire… L’uomo contemporaneo è sempre più spesso convinto che l’apparenza possa prevalere sull’essenza, che non sia necessario che ciò che si dice di essere coincida con ciò che in realtà si è, come se in fondo le parole o il fingere siano sufficienti a definire quella sostanza che si è molto spesso perfettamente consapevoli di non avere. Anzi, tanto più qualcuno è cosciente di una propria mancanza quanto più punta a sostenere, attraverso le parole e attraverso l’atteggiamento, l’esatto contrario, forse pensando di dover puntare il focus esattamente su quello che non ha descrivendolo come un punto di forza, piuttosto che accettarlo come una debolezza e lavorare su se stesso per sciogliere i nodi e oltrepassare i blocchi che generano quella lacuna. Nella società dell’apparenza può risultare semplice giocare come prestigiatori…

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Quella voce sottile

Quella voce sottile

Esistono verità nascoste e verità rivelate… e poi esistono quelle che continuano a galleggiare nella nostra anima… nonostante cerchiamo di ignorarle… Confrontandoci con la realtà esterna, quel groviglio di episodi, individui e circostanze che affollano la nostra complessa esistenza ma in virtù dei quali sarebbe impensabile riuscire a formare una struttura adulta su cui possiamo costruire nuove consapevolezze e continuare a progredire, confrontandoci con quella realtà dicevo, non possiamo fare a meno di realizzare quanto nascondersi sia quasi un imperativo della società contemporanea. Come se non fosse sufficiente mantenere una riservatezza dovuta a noi stessi per tutelare una fragilità interiore e una delicatezza che potrebbero essere facilmente ferite, come se fosse necessario racchiudere dentro di noi, senza rivelare alle persone con cui ci confrontiamo, modi di essere, di pensare, di vedere le cose e, soprattutto sensazioni e sentimenti che mai vorremmo fossero scoperti. In altri casi addirittura giungiamo a tenere…

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L’isola che non c’è

L’isola che non c’è

A volte appare tanto disarmante sentir dire esattamente come stanno le cose… da generare inaspettatamente in chi ascolta… l’incapacità di crederle reali… Nella società contemporanea siamo abituati a vivere tra le righe, nel senso che niente appare per ciò che è e tutto è diverso da come appare, dunque è divenuto normale dover comprendere il significato che esiste oltre le parole o le immagini. Sembra quasi un obbligo filtrare la realtà, far intendere anziché dichiarare o, ancora, far fraintendere per non dare una certezza, certezza che, nella complicata psicologia moderna, metterebbe l’ascoltatore in una posizione di vantaggio rispetto alla nostra. Tutto ciò rende il comprendersi macchinoso, lo scoprirsi quasi impossibile perché, in tutto questo nascondere, si tende a dimenticarsi chi si è davvero, e il rapportarsi agli altri si trasforma in una strategica partita a scacchi in cui, tutto sommato, non ci sono né vincitori né vinti bensì solo le…

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