Mezzo pieno, mezzo vuoto

Mezzo pieno, mezzo vuoto

Per molte persone è più facile credere… che si verificherà qualcosa di spiacevole… piuttosto che accettare la possibilità… che accada qualcosa di piacevole… il perché sia così è un vero enigma… Tante più volte ci è capitato di cadere quanto più abbiamo sviluppato un atteggiamento che definiamo realista, ma che in realtà nasconde un immotivato pessimismo con il quale abbiamo deciso di tutelarci dalla disillusione delle nostre aspettative; questo postulato accompagna il nostro percorso adulto quasi come se dovesse costituire un punto fermo, una certezza alla quale ci aggrappiamo solo perché le volte in cui abbiamo effettuato la caduta, in cui ciò che desideravamo stava per realizzarsi salvo poi sfumare via velocemente dalle nostre mani, il senso di sconfitta, la delusione e il crollo della fiducia hanno generato una barriera difensiva a protezione di quell’interiorità ferita. Da quelle prime fasi in avanti dunque non ci è più stato possibile continuare…

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Solo frammenti

Solo frammenti

La straordinarietà di un attimo… spesso è offuscata dalla nostra errata convinzione… che qualcosa di straordinario debba essere più lungo… di un solo breve attimo… Per quale motivo ci ostiniamo a volte a vivere nell’illusione che la felicità sia un lungo percorso che accompagna l’intera esistenza? Come mai, secondo questa convinzione, non riusciamo ad apprezzare fino in fondo gli istanti che si susseguono, per quanto transitori e brevi, e che sono in grado di farci sentire appagamento e realizzazione finché permangono? Davvero siamo convinti che possa esistere qualcuno la cui vita è stata costantemente straordinaria senza incorrere anche in momenti meno esaltanti, felici o meno sereni? Durante la fase più delicata della nostra crescita, quella in cui i sogni devono necessariamente fare i conti con la realtà, siamo costantemente sollecitati da tutte le persone che ci stanno intorno e che ci vogliono bene, a prendere atto che la vita è…

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Complementarità

Complementarità

Non esiste la persona perfetta… esiste un’unica persona imperfetta… i cui difetti sono perfettamente complementari ai nostri… e riconoscendoli ci troviamo a sorridere… In quella girandola di incontri che contraddistingue la nostra esistenza, quel cammino esplorativo in virtù del quale comprendiamo meglio noi stessi tanto quanto le persone con cui entriamo in contatto, differenti e sfaccettate quanto in fondo lo siamo noi nella fase in cui non abbiamo raggiunto la consapevolezza e l’equilibrio che ci consentirebbe di conoscerci a fondo, cominciamo a generare uno spartiacque, o meglio a farci un’idea ben precisa dell’ideale che vorremmo trovare, di quell’essere perfetto con cui potremmo sicuramente essere felici. Tuttavia non abbiamo ancora affinato quell’intuito grazie al quale sia possibile riconoscere con facilità le caratteristiche con le quali non siamo in grado di convivere perché troppo distanti dal nostro modo di osservare la realtà, di concepire l’esistenza e di sognare un futuro in armonia….

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Impensabile eppure possibile

Impensabile eppure possibile

Tutto ciò che non credevamo possibile… si concretizza con una semplicità e una naturalezza maggiori… rispetto agli accadimenti che invece ritenevamo fortemente probabili… Quante volte ci siamo fermati davanti a un sogno credendo che fosse troppo lontano dalla realtà per essere realizzato? In quante occasioni ci siamo aggrappati a qualcosa di più facilmente raggiungibile pur trovando ostacoli e opposizioni? Perché riteniamo più concreto e giusto combattere per qualcosa che riteniamo probabile, malgrado si presenti faticoso da conseguire, piuttosto che guardare oltre e scegliere di perseguire ciò che ci renderebbe molto più appagati, o semplicemente più felici? Molte volte ci troviamo a scontrarci con l’evidenza che il sogno, il desiderio spesso nascosto, sia irreale, irraggiungibile e così decidiamo di attenerci a un realismo e un pragmatismo che ci inducono a osservare gli accadimenti basandoci su ciò che crediamo possibile; spesso però gli stessi eventi ci conducono verso la necessità di batterci…

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Tavolozze Emergenti: Angela Lombardo

Tavolozze Emergenti: Angela Lombardo

L’anima della Lombardo, siciliana di nascita ma residente in Piemonte praticamente da tutta la vita, sembra essere divisa in due: da un lato un realismo che la induce a rappresentare scorci di vita quotidiana, animali liberi o nature morte che il suo occhio vede spesso davanti a sé o ha visto almeno una volta nella sua vita, magari in occasione di una vacanza o un viaggio. Dall’altro invece la rappresentazione dei simboli religiosi, quelli in cui può attingere solo agli scritti, o a ciò che altri hanno dipinto prima di lei, oppure alla sua immaginazione, e spesso a entrambi generando quella fusione che dà poi vita al dipinto finale, così come lo vede l’osservatore. Si forma da autodidatta l’artista, ama da sempre l’arte figurativa ma la vita la costringe a metterla da parte per molti anni, poi, nel momento in cui tutto torna su binari più tranquilli e lenti, la…

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