Navigando verso domani

Navigando verso domani

L’indefinito tempo sospeso tra ciò che è stato… e ciò che è in procinto di essere… può essere il terreno fertile in cui tutto accade… Molto spesso ci ritroviamo disorientati e destabilizzati ad affrontare una fase che appare confusa, statica, imprigionante all’interno di schemi ripetitivi da cui, nonostante gli sforzi di comprendere quali ne siano le cause, non riusciamo a tirarci fuori. Addirittura abbiamo la sensazione di trovarci all’interno di una scatola senza tempo dove le azioni vengono ripetute come un’eco senza che conducano mai a nulla di diverso dal giorno precedente. La sensazione si acuisce nel caso in cui stiamo tentando di superare un ostacolo, una situazione chiusa nel nostro recente passato di cui però ci portiamo dentro profonde cicatrici che non riescono a risanarsi completamente; il tempo che necessitiamo per prendere atto delle innumerevoli sfumature degli eventi, per lasciar andare quelle strisce di ricordi che continuano ad affiorare…

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Tutto ciò che resta

Tutto ciò che resta

Quando il vuoto emotivo non farà più rumore… sapremo di essere pronti… per riaprire la porta a nuove emozioni… Una delle fasi più delicate della nostra esistenza, di cui non ci rendiamo conto fino al momento nel quale siamo costretti, nostro malgrado, ad attraversarla, è la lunga scia che segue la fine di una storia importante e che non avremmo mai immaginato quante implicazioni avrebbe portato con sé. Mettere la parola fine a qualcosa che aveva riempito pensieri, emozioni, giornate e a volte anni, non è affatto semplice, neanche quando i protagonisti di quella scelta siamo noi. Perché il distacco, nonostante venga visto come un epilogo necessario e in qualche caso liberatorio, implica una sofferenza emotiva in entrambe le parti – il protagonista della decisione in quanto consapevole di creare una ferita nell’altro, e il lasciato in quanto privato della possibilità di proseguire ciò che dal suo punto di vista…

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Aspettando un giorno nuovo

Aspettando un giorno nuovo

Il momento più strano è quello in cui… dopo aver messo la parola fine a un’emozione… ci ritroviamo in quell’arida terra di mezzo… in cui dubitiamo dell’arrivo della prossima… Esistono fasi della nostra vita in cui ci troviamo davanti alla consapevolezza di doverci distaccare da tutto ciò che ne aveva fatto parte fino a poco prima perché non ci rende più felici, non ci appaga o, peggio ancora, sembra compromettere fortemente un equilibrio e una stabilità interiori di cui sentiamo di avere bisogno per proseguire nel nostro cammino di crescita personale. In quel tutto sono comprese anche relazioni che avevano coinvolto le nostre emozioni più profonde, le sensazioni più forti mai provate in precedenza ma che a un certo punto hanno compiuto una deviazione che ha fatto virare il rapporto verso una mancanza di reciprocità che ci ha feriti così tanto da dovercene distaccare. Non che l’altro non nutrisse emozioni…

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Un’emozione che cresce

Un’emozione che cresce

La solitudine è una pausa necessaria… per permettere al nostro cuore di sentire il bisogno… di emozionarsi ancora… Esistono alcune fasi della nostra vita durante le quali ci sembra inconcepibile trascorrere anche un solo momento con noi stessi; questo può dipendere dal fatto che non sappiamo come sostenere un dialogo interiore che ci indurrebbe ad approfondire tematiche che non siamo in grado di affrontare, oppure dalla consapevolezza di aver bisogno di qualcuno che costituisca un appoggio, una scialuppa di salvataggio nella marea dell’esistenza. O ancora, semplicemente, perché non crediamo che la solitudine possa essere la risposta giusta a un malessere con cui non vogliamo misurarci, cedendo alla facile convinzione che la presenza di qualcuno di nuovo possa aiutarci a cacciare via il precedente, quello il cui vuoto è troppo assordante da sentire. Eppure sentiamo che nonostante stiamo cercando di lasciarci andare, malgrado il nostro atteggiamento costruttivo orientato a creare un…

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Sognatori

Sognatori

E poi ci guardiamo intorno e ammettiamo… che la solitudine è molto meglio del compromesso… forse perché siamo troppo esigenti… o forse perché vogliamo continuare a essere inguaribili sognatori… Perché a un certo punto della nostra vita decidiamo di preferire la solitudine? E’ forse paura del confronto la nostra oppure timore di mettere in gioco sentimenti che sono stati delusi e disillusi? Come mai, nonostante abbiamo provato in passato a costruire dei rapporti, nel presente ci ritroviamo a raccontarci che non siamo più disposti a scendere a compromessi? La questione è spinosa soprattutto guardando al passato più recente della nostra società che ha subìto una veloce evoluzione di cui la nostra generazione sta prendendo coscienza. Forse è perché siamo nati da genitori in cui era molto forte il concetto del sacrificarsi per la famiglia, pur avendo inevitabilmente notato che è una scelta che molto spesso non ha funzionato; forse perché…

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In un posto nel mondo

In un posto nel mondo

Può succedere che dove molti hanno trovato una scusa… qualcuno riesca invece a trovare il modo… e così vince… Quante volte ci siamo sentiti dire da qualcuno che non si sentiva pronto? In quante occasioni ci è stata rivolta un’obiezione a qualcosa che non eravamo interessati a puntualizzare, né avevamo chiesto? Perché dunque, se davvero le scuse sono più forti e importanti delle motivazioni, dare inizio a qualcosa che si sa già di non poter portare avanti? E ancora, come mai davanti alla nostra naturale diffidenza l’altro, l’esitante, indietreggia trovando pretesti per non cercare di sciogliere i nostri dubbi, generandone di fatto di nuovi? In quella giungla contemporanea costituita dal mondo delle relazioni e dei sentimenti, spesso ci troviamo impantanati dentro una fitta rete di incertezze e indecisioni che, nostro malgrado ci hanno indotti a dubitare persino di noi stessi, del nostro atteggiamento, del nostro modo di affrontare una conoscenza….

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Scia di un ricordo

Scia di un ricordo

A volte ciò che manca di più… non è qualcuno con cui stare… ciò che manca di più è la leggerezza dell’essere che sentivamo… quando stavamo con qualcuno… Nella nostra vita attuale ci siamo assestati, volenti o nolenti, dentro il porto sicuro delle cose che amiamo, quelle che ci rendono felici e che a volte ci fanno arrabbiare, ma comunque fanno parte di quella realtà dentro cui siamo abituati a muoverci agevolmente. Può essere che abbiamo dovuto ricostruirlo faticosamente quell’ordine, dopo aver subìto la fine di qualcosa a cui tenevamo; oppure è stato un gancio provvidenziale che ci ha permesso di uscire da una situazione in cui non ci sentivamo più noi stessi, non riuscivamo più a stare, e da cui abbiamo sentito l’esigenza di fuggire; o ancora semplicemente abbiamo visto sfumare, come nebbia che si dissolve, tutte quelle sensazioni fondamentali a tenerci legati a qualcuno. Perché molto spesso anche…

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